Il Vertice antimafia a Bagno a Ripoli tra luci ed ombre

Ospitare il Vertice nazionale antimafia, organizzato dalla Fondazione Antoinino Caponnetto,  a Bagno a Ripoli (ieri al Bigallo) è senza dubbio motivo di orgoglio. Perfetta l’organizzazione di trasporto con navette dal parcheggio della Fonte all’antico ospedale allestita dal Comune in collaborazione con alcune associazioni di volontariato. Un po’ meno la gestione dell’impianto acustico all’interno della sala. I microfoni hanno fatto spesso i capricci. Paradossale il black out dell’illuminazione che ha lasciato la sala quasi al buio per alcuni minuti. Grande prontezza del presidente del Senato Grasso, che stava parlando in quel momento:  senza perdersi d’animo ha alzato il foglio all’altezza della fievole luce che filtrava dalle finestre ed ha continuato l’intervento.

Confortante vedere la grande sala strapiena di gente (circa 200 persone) fra le quali molti giovani. Di grande interesse, oltre a quello del presidente Grasso, alcuni interventi. In particolare quelli del  magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Catello Maresca, della presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, del deputato David Ermini.

Un po’abborracciata la conduzione della manifestazione da parte del presidente della Fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri. Spesso ha scordato di presentare gli oratori o di indicarne la qualifica. Forse avrebbe fatto meglio ad affidarsi, non solo per l’introduzione, a Raffaele Palumbo, giornalista di Controradio e esperto moderatore di dibattiti, lasciato inspiegabilmente in disparte dopo l’avvio.

Inconsistenti per sfoggio di banalità, superficialità o populismo d’accatto, al punti di far impallidire le chiacchiere da bar, alcuni degli ultimi interventi. Una passerella offerta a chi, francamente, è apparso usarla solo per concimare il proprio narcisismo. Peccato.

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