Riscossione Tari a Quadrifoglio: un affare per Bagno a Ripoli. O no?

tariAffidare la riscossione della Tari (la tassa smaltimento rifiuti) a Qudrifoglio è un affare per il Comune di Bagno a Ripoli o una rimessa? La seconda tesi è stata sostenuta nell’ultimo Consiglio comunale da Beatrice Bensi (Cittadinanza attiva) e Quirina Cantini (M5S) che presentarono una mozione nella quale si chiedeva che gli uffici comunali si riappropriassero del servizio. Mozione bocciata a maggioranza.

Ho cercato di capire meglio i termini economici della questione.  Il servizio di riscossione della Tari, affidato a Quadrifoglio da un anno, costa al Comune 120mila euro. L’affidamento comprende il calcolo della tassa per ogni utente, la produzione della bolletta compreso le spese postali di invio e la riscossione degli importi.

Se questo servizio fosse ripreso dal Comune cosa comporterebbe? Secondo il sindaco Casini sarebbe necessario destinare al compito tre persone a tempo pieno, il cui costo è stimabile in circa 100mila euro l’anno. A cui vanno aggiunte le spese per l’aggiornamento del  software e del database (circa 5mila euro una tantum).

Così al Comune dovrebbero “avanzare” le persone che fino ad un anno fa erano utilizzate per la riscossione della tassa rifiuti. “Ora il conteggio è più complicato, non si basa solo sulle superfici  dei locali ma su coefficienti familiari da ricavare – risponde il sindaco – Attualmente l’ufficio tributi ha quattro persone, non sarebbe in grado di sostenere il servizio, se non occupandosi quasi esclusivamente di quello. Va considerato che c’è un’impiegata in maternità, non sostituita, e due unità sono state trasferite in altri uffici dove c’era carenza di personale. Inoltre l’ufficio tributi ha visto aumentare i propri compiti con il servizio di calcolo della Tasi  per gli anziani e per la lotta all’evasione fiscale che ha visto il Comune di Bagno a Ripoli fra i pochi premiati dal ministero delle Finanze. C’è allo studio una collaborazione con Impruneta per costituire un pool comune per la lotta all’evasione. Inoltre per i cittadini c’è il vantaggio di una spesa indiretta meno rigida rispetto a ciò che accade quando c’è personale specialistico che fa solo una determinata funzione”.

Attendo le controdeduzioni di Cittadinanza attiva a Movimento 5 Stelle.

 

6 commenti

  1. il sistema si trova…. per risparmiare, e non siamo né io tu a valutarlo… anche questa era una scelta politica. Alcuni comuni hanno già guardato oltre:
    http://www.corriereromagna.it/news/forli/9321/Tari–nasce-l-ufficio-per.html

  2. Lo spirito della mozione era secondo me condivisibile su diversi aspetti. Il primo sicuramente perché andava nella direzione di una ottimizzazione delle risorse , e il secondo perché avrebbe consentito al comune di gestire completamente il ciclo della tariffa che prevede oltre all’incasso la gestione dei dati dei contribuenti e la gestione dei mancati versamenti che comunque rimangono di gestione del comune. La replica del Sindaco che sarebbero necessarie 4 persone in più mi pare effettivamente ridondante per un comune di 25.000 abitanti mentre è sicuramente da valutare l’eventuale costo di aggiornamento del software che comunque sarebbe stato ammortizzato negli anni futuri.

  3. Giro le osservazioni di un attivista: “L’affermazione del sindaco Casini circa il fatto che per ri-internalizzazione il servizio di riscossione
    della TARI, sarebbero necessari 3 impiegati a tempo pieno, risulta essere totalmente inesatta oltre
    che, gravemente faziosa.
    Basta fare un semplice calcolo
    che chiunque potrebbe fare rapidamente:
    Tre impiegati a tempo pieno significano, al netto dei giorni festivi e delle ferie, un po meno di 6000
    ore di lavoro; (3 persone per 8 ore lavorative giornaliere, per 5 giorni lavorativi alla settimana, per
    52,5 settimane all’anno).
    Mentre che il numero di utenze che usufruiscono del servizio in questione; benché sia da noi
    sconosciuto, può essere stimato, in quanto siamo in possesso dei dati forniti nel 2014
    dall’Autorità Toscana dell’Acqua, (AIT), circa il numero totale di utenze allacciate a Pubbliacqua
    SPA, che é di 5914. Ne consegue quindi che il numero totale di utenze TARI, possa essere di poco
    superiore, considerando forse in un centinaio le utenze dotate di un sistema alternativo di
    approvvigionamento dell’acqua.
    Quindi stando alle dichiarazioni del Sindaco, risulta che per ogni utenza TARI sarebbe
    necessaria una ora di lavoro di un impiegato.
    Se ciò risultasse essere vero, allora si dovrebbe gridare allo scandalo, per un’amministrazione
    pubblica gravemente inefficiente.
    L’altra considerazione che vogliamo fare, riguarda il fatto che ammesso e non concesso, che le
    affermazioni del Sindaco siano vere allora si potrebbero assumere 3 persone del posto migliorando la situazione economica di 3 famiglie e
    ottenendo comunque sia un risparmio di circa 16.000€ all’anno, (supponendo 6.000€ all’anno di
    spese postali).
    Un altra questione da prendere in esame, riguarda il fatto che una parte importante del servizio di
    riscossione, viene svolta da una società privata chiamata Lesoluzioni SCRL, la quale anche se nel
    pieno rispetto della legge; risulta essere inevitabilmente in possesso di certi dati sensibili dei nostri
    concittadini. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano di tale cosa i nostri concittadini!
    In fine dal punto di vista della morale, per noi é grave ed inaccettabile che la riscossione di un
    tributo, venga affidata a una azienda, che dai fatti di cronaca emersi ai primi di febbraio e pubblicati
    dal giornale La Nazione, risulti indagata per vari reati, incluso anche per infiltrazione camorristica.
    Speriamo solo che il Sindaco in futuro non faccia ricorso a argomenti cosi ridicoli per respingere le
    nostre proposte.”

  4. bea_bensi@yahoo.it

    Quello che vorrei aggiungere è che finora questo servizio è stato gestito dal comune pertanto non si doveva iniziare un lavoro ex novo ma solo aggiornare i dati già in possesso, via via che vi fossero cambiamenti, che adesso il comune deve comunicare alla società Quadrifoglio ( variazioni anagrafiche ad esempio). Tra l’altro, a differenza delle Quadrifoglio il comune lavora su altre imposte che si basano sullo stesso oggetto: gli immobili, tali dati vengono già valutati per IMU, TASI. Quindi aggiungere la TARI, la tassa sui rifiuti, comporta sicuramente meno lavoro. In ogni caso, come ho già detto si tratta solo di cambiare i dati del proprietario, del tipo di affitto ma l’immobile rimane lì sul territorio, ha sempre o quasi, salvo ampliamenti,la stessa superficie. Io credo invece che si sia voluto togliere un servizio per diminuire il carico di lavoro, tra l’altro molto delicato quale che è quello della riscossione tributi,che implicherebbe, invece, la necessità di un rapporto diretto tra amministratore e cittadino, e non altri soggetti terzi come la Quadrifoglio. Facciamo un esempio: è come se nell’amministrazione del nostro condominio non dovessimo più rapportarci con il signor X ma con qualcun altro, il signor Y ,che lavora al posto suo. Come la prendereste se poi nelle vostre spese condominiali fosse aggiunto, oltre al compenso spettante al vostro amministratore anche il compenso spettante al signor y? Come un costo aggiuntivo. E’ molto semplice, a questo punto abbiamo un costo che ricade direttamente sul cittadino ( con la bolletta Tari, dove è calcolato il costo del servizio di riscossione della Quadrifoglio)) ed uno indirettamente ( con tutte le altre tasse che paghiamo al comune). Non possiamo che aggiungere una cosa: è stata una scelta precisa che l’amministrazione ha fatto senza tentare altre strade per la contingente diminuzione del personale quali straordinari, prelevamento di dipendenti da altri settori ( pensiamo davvero non vi siano settori dove il lavoro è diminuito? I servizi via via vengono esternalizzati, da alcuni anni anche la riscossione della mensa scolastica è passata alla SIAF, tanto per fare un esempio). L’importante sarebbe almeno non prendere in giro i consiglieri ma anche la popolazione dicendo che abbiamo RISPARMIATO.
    Beatrice Bensi consigliera del Gruppo per Una Cittadinanza Attiva – Bagno a Ripoli

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