Verso le regionali: intervista a Luciano Bartolini

BartoliniIl 31 maggio si vota per il rinnovo del Consiglio regionale. Bagno a Ripoli fa parte del collegio Firenze2 (comprende Chianti, Val di Sieve, Mugello, Fiesole, Vaglia) che eleggerà tre consiglieri. Fra i 6 candidati del Pd ve ne sono due di zona: l’ex sindaco di Bagno a Ripoli Luciano Bartolini e l’attuale assessora alla scuola del comune di Greve Maria Grazia Esposito. Li ho intervistati entrambi per conoscerli meglio personalmente e, soprattutto, avere la loro opinione su alcuni temi regionali particolarmente importanti. Oggi pubblico la chiacchierata con Bartolini, domani quella con Esposito.

Luciano Bartolini, 66 anni, ex sindaco di Bagno a Ripoli, professore in pensione, separato, una figlia di 32 anni.

Un libro – Mi è piaciuto moltissimo “La forza della gentilezza” di Piero Ferrucci. E’ un nostro concittadino. Da sindaco ho organizzato con lui conferenze pubbliche al Bigallo e incontri col personale del Comune come preparazione ai rapporti con la gente.

Un film – Ho visto di recente “L’Ospite”, sulla vita del filosofo Giovanni Gentile. Amerigo Fontani, l’attore principale, è un mio caro amico. Fa vedere Gentile da un’ottica meno stereotipata. Io sono sempre stato un po’ divergente. Non sono per il revisionismo, ma dopo 70 anni ci si può permettere di essere più distaccati e meno ideologici.

Un programma tv – Guardo programmi sull’ambiente. Rai 5 per la musica classica e l’opera. Ma non seguo molto la televisione.

Un quotidiano – Il Corriere della Sera. Lo trovo il più… giornale. Mi interessano approfondimenti e articoli di nicchia che aiutano ad interpretare la società.

Alle primarie Renzi-Bersani  per chi votasti?

Per Renzi, come a quelle successive.

Hai mai votato partiti diversi dalla catena Pci-Pds-Ds-Pd?

 No, mai.

Cosa pensi del progetto del presidente della Regione Rossi di ridurre da 10 a 3 il numero delle Asl toscane?

 I veri tagli andrebbero fatti puntando sulla prevenzione. Noi asserragliati dai conti li facciamo per l’oggi e questo spesso ricade sulla popolazione. Vedo questa riduzione in maniera abbastanza critica. Può essere una scelta vincente ma bisogna mettere dei paletti. La mia preoccupazione è che scompaia il rapporto con i territori. Ho sperimentato, da presidente della Società per la salute, com’è difficile, pur essendo in buoni rapporti, entrare in contatto con i direttori della Asl su tematiche locali. Quando la Asl di Firenze si allargherà a Prato, Pistoia e Empoli il direttore generale diventerà una figura irraggiungibile. Allora occorrono referenti specifici sui territori non solo per ascoltare e riferire, ma con autonomia decisionale.

Che idea ti sei fatto del buco di bilancio all’Asl di Massa?  Ci sono responsabilità politiche?

Sì, c’è stata una colpevolezza politica nel ritardo della denuncia, anche se è stato proprio Rossi a farla. Il direttore generale è una figura scelta dal presidente, è di sua fiducia. Quella fiducia è stata tradita.

Il Pit (Piano paesaggistico) è stato approvato dopo mille polemiche. Eri più sulle posizioni dell’assessore Marson e per chi voleva più mano libera?

Sulle questioni del paesaggio e della legge urbanistica il Comune di Bagno a Ripoli è stato un antesignano dei volumi zero e la nuova giunta ha confermato questa linea. Però questo nostro “paradiso terrestre” non va solo conservato altrimenti si deteriora, va implementato in maniera attiva senza riempirlo di villette. Il  territorio va usato. Altrimenti sarebbe come tenere costantemente nell’armadio una bella giacca. Un altro aspetto importante è quello della semplificazione. L’urbanistica si intreccia con le attività economiche ed ha bisogno di risposte celeri. Invece qui si rallenta. La Marson è troppo attenta ai vincoli. Non si gestisce il territorio con i vincoli. Il paesaggio non deve essere imbalsamato: è l’espressione dell’attività dell’uomo in quella fase storica. Le trasformazioni sono inevitabili: vanno governate.

Cosa pensi dell’ampliamento dell’aeroporto di Peretola e della diatriba sulla lunghezza della pista?

L’ampliamento s’ha da fare al 150 per cento. La lunghezza è un dettaglio, gli aerei cambiano, tra vent’anni saranno completamente diversi da ora, quindi il problema è già superato. E’ solo un confronto ideologico.

Variante Chiantigiana ancora da iniziare: hai la coscienza tranquilla di aver fatto, come sindaco, il possibile o ti rimproveri qualcosa?

Ero convinto di poterla inaugurare nel mio mandato, mi sono dovuto ricredere. Se diventerò consigliere regionale la Chiantigiana sarà un chiodo fisso per ciò che compete alla Regione. Se tornassi indietro mi incazzerei con la Provincia un po’ prima. Potevo accorgermi che si girava un po’ a vuoto. Mi è rimasto sullo stomaco anche il mancato avvio dei lavori per la terza corsia autostradale e il nuovo pronto soccorso dell’ospedale. Ogni volta che si parla con i tecnici c’è sempre un rinvio per qualche motivo. In Regione mi batterò per la semplificazione nelle leggi, anche perché uno che ha fatto il sindaco ha esperienza in tutti i settori.

Alle primarie del Pd per il sindaco di Bagno a Ripoli hai dato l’appoggio a Casini, il giovane, contro Calvelli, l’anziano. In questa competizione fra i vari candidati il “vecchio” sei tu.

Una cosa è fare il sindaco, un’altra il consigliere regionale. Per andare a fare le leggi occorre un’esperienza pregressa di gestione di una comunità. Casini l’ho indicato non per questione anagrafiche ma perché mi sembrava più adatto, senza niente togliere a Alessandro Calvelli. Sono per il rinnovamento, ma non può essere contemporaneo in tutti i ruoli. Occorre un mix di esperienza e gioventù.

Nei mesi scorsi è partita l’ispezione del Ministero delle finanze su presunte irregolarità in alcuni atti della tua giunta, in relazione alla politica del personale. C’è chi sostiene che avresti dovuto fare un passo indietro. Hai mai pensato di  rinunciare alla candidatura?

Nemmeno per sogno. Io sono più che tranquillo. Sono osservazioni a cui l’Amministrazione sta rispondendo punto per punto. Ricordo che non ci sono rilievi penali o alla persona. Gli atti vanno contestualizzati, sono stati fatti nell’interesse della comunità. Vedrete che tutto finirà in una bolla di sapone.

A chi darai la preferenza, oltre a te stesso?

Per correttezza la darò alla Esposito…  Ma che domanda a trabocchetto!

3 commenti

  1. pier luigi zanella

    Interessanti confidenze, alcune inedite e che fanno davvero piacere. Molto interessante anche che il PS fosse antesignano dei volumi zero…non avrei dentro…evidentemente sono distratto. Quindi volumi zero ma senza tenere la giacca nella’armadio…chiarissimo quindi. P.S. il PS viene elaborato da TUTTA l’amministrazione con gli uffici e i professionisti anche esterni e con il contributo importantissimo dei cittadini, poi adottato e successivamente approvato dal consiglio comunale, non dalla giunta

  2. Un’intervista incommentabile, ma non per le tue domande Francesco, molto attuali e ben poste, ma per le risposte del tutto irrilevanti e rese con la solita superficialità supponente (e disinformazione). Una cosa a me appare chiara da tempo: a Bartolini le regole piace schivarle e così i vincoli della Marson, che poi sono quelli dello Stato, sono liquidati con il luogo comune del suo amico Riccardo Conti,”che non si governa il territorio con i vincoli ma valorizzandolo con le villette”, ma oggi dice il contrario anzi gioca sul grosso con l’aeroporto di Firenze che diventa indispensabile al 150%!?; un’idea della partecipazione dei cittadini corporativa che per la variante di Grassina ha escluso qualsiasi presenza del comitato che la promosse, con i risultati che si sono visti nel seguire i “lavori”; mistificatore di una strana idea della legalità anche quando il MEF rileva irregolarità, non dimenticanze. Ma dove vuole andare Bartolini…in regione?

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