“Ecco come venderemo Mondeggi, ma c’è tempo”

Sull’ipotesi di vendita di alcuni terreni di Mondeggi, nei giorni scorsi si è riaccesa la polemica tra favorevoli e contrari all’alienazione. Ho cercato di fare un po’ di chiarezza con Benedetta Albanese, la consigliera della Città Metropolitana con la delega al patrimonio.

Avete portato in consiglio una delibera per vendere alcuni terreni di Mondeggi?

No, è sorto un equivoco: la delibera prevede l’autorizzazione alla cessione di alcuni terreni seguendo l’iter istituzionale del bando d’asta. Comunque è stata rinviata alla prossima riunione del Consiglio per consentire un approfondimento ai consiglieri. Le commissioni interessate sono state convocate per lunedì prossimo, in quell’occasione ascolteremo anche il liquidatore della società e il Comune di Bagno a Ripoli.

Cosa intendete mettere all’asta con esattezza?

Sono alcune particelle assolutamente marginali per valore e ubicazione, divise in più lotti. Complessivamente non si arriva al 5% del totale. Una cessione che non condizionerà minimamente il progetto futuro che disegneremo per Mondeggi.

Qual è lo scopo?

Dobbiamo fare fronte ai costi di gestione residui: le spese ordinarie, lo stipendio dell’unico dipendente rimasto. Vogliamo evitare un aumento dell’esposizione con le banche che è già oltre il milione di euro.

Come mai il Comune di Bagno a Ripoli non sapeva niente della delibera all’ordine del giorno?

Il Comune di Bagno a Ripoli forse non sapeva…  Ma comunque il confronto col sindaco Casini è costante. Bagno a Ripoli chiede che i terreni non siano frazionati e mantengano la loro identità. L’intenzione è costruire un progetto che preservi area e funzioni.

Si può ipotizzare una data per quando questo nuovo progetto, dopo l’asta della Provincia andata deserta, sarà pronto?

Non mi sento di indicare una data. Ci sono tanti soggetti coinvolti.

Queste le parole di chi, di fatto, ha la proprietà di terreni (circa 200 ettari) e villa. Tempi lunghi per la soluzione ad una vicenda che si trascina da anni. Il problema è che la condizione di Mondeggi si deteriora giorno dopo giorno. Un bosco, una vigna, un uliveto non sono come un edificio (anche quello soggetto agli attacchi del tempo ma in modo ridotto). Si parla di qualcosa di vivo. Che il trascorrere degli anni non lascia immutato. Se si fa eccezione per alcuni appezzamenti  bonificati e coltivati dagli occupanti della casa colonica a Cuculia, abusivi ma propositivi, la gran parte dei terreni rischia di morire prima che se ne decida il destino. Mondeggi è un organismo vivo. Un’ulteriore lunga attesa non sarà priva di effetti.

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