Le controdeduzioni sull’ispezione del Mef: il Comune si autoassolve. Ma il ping pong continua

Ilaria BelliLe tanto attese controdeduzioni dell’Amministrazione comunale ai rilievi del Mef (il Ministero delle finanze) sono un coacervo di riferimenti a leggi sugli enti locali e ad accordi sindacali, inestricabile per un comune mortale. Una trentina di pagine, in cui ognuna delle 13 osservazioni su alcune decisioni relative ad incentivi ai dipendenti e incarichi professionali, vengono analizzate, vivisezionate, smontate e (forse) disinnescate. Il lavoro della task force del Comune (formata da Dario Navarrini, dirigente risorse finanziarie; Simona Nardi, responsabile personale; Angela Tavella, funzionario programmazione, innovazione e sviluppo; Andrea Focardi, dirigente lavori pubblici e urbanistica) è stato lungo e minuzioso. Ieri, in commissione, i tecnici hanno illustrato quella che può essere definita una memoria difensiva che il 13 luglio (dopo la validazione dell’Organismo comunale di valutazione), così ha assicurato la vicesindaca Ilaria Belli (nella foto), verrà inviata al ministero e quindi pubblicata anche sul sito del Comune. 

Difficile, anzi impossibile, per chi non conosce nel dettaglio le normative, poter comprendere le controdeduzioni e, ancor meno, dare un giudizio sulla validità degli argomenti che vengono opposti a tutte le rilevazioni degli ispettori del Mef, definite su alcuni punti “molto superficiali”. In particolare sul discusso affidamento dell’incarico per la stesura del piano strutturale all’architetto Piazza, le controdeduzioni sottolineano “la coerenza con gli atti precedenti e con l’obiettivo prefissato” e confermano che “all’interno dell’ente non c’erano le professionalità necessarie”.

“Abbiamo risposto a tutti i rilievi – ha detto il sindaco Casini – Ma è una partita dai tempi lunghi. Nella relazione si smonta tutto il castello dimostrando che è campato in aria. Sono convinto che tutto finirà in una bolla di sapone. Dimostreremo che le cose sono state fatte per bene e di questo dovrà essere dato atto all’ex sindaco Bartolini (che era presente ma, correttamente, non è intervenuto)”. Comunque, per fronteggiare l’eventualità che alla fine della vicenda al Comune vanga contestato un danno e imposto di rientrare degli incentivi dati in eccesso, è già stata avviata un’operazione di ristrutturazione delle aree dirigenziali e di razionalizzazione della spesa per affitti e telefonia mobile al fine di recuperare le risorse. Su questo aspetto ha polemizzato la consigliera di Cittadinanza attiva Beatrice Bensi: “E’ inaccettabile che se si dimostrasse che i soldi pubblici sono stati spesi male, nessuno paghi e tutto ricada sulla comunità. Sarebbe un fatto grave sul quale assumeremo elementi giuridici e legali”. Sulla stessa linea, ancora più polemica sulla vicenda in generale e sul tentativo, a suo dire, di minimizzare l’ispezione, la consigliera del M5S, Quirina Cantini. “Se saranno accertati dei danni per la pubblica amministrazione – ha replicato la vicesindaca Belli – verranno contestati a chi di dovere e risarciti”. Ora la palla passa nuovamente agli ispettori del Ministero.

Nota a margine: La commissione presieduta da Giulia Ulivi (Pd), nonostante l’importanza e la delicatezza del tema, è iniziata con quasi tre quarti ora di ritardo perché mancava il numero legale (nessun membro presente all’ora fissata). Puntuali solo i tecnici del Comune e la vicesindaca Belli. Per l’illustrazione della relazione (i lavori delle commissioni sono aperti al pubblico) è stata scelta la stanza più piccola di tutto il Comune e anche la più torrida.

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