Mal di pancia nel Pd ripolese per la scelta dell’oratore (il professor Caretti) sulla riforma costituzionale

prof-carettiL’iniziativa sul referendum costituzionale organizzata per domani (11 marzo) dal Pd di Bagno a Ripoli sta provocando numerosi mal di pancia nel partito. L’appuntamento (ore 21, biblioteca comunale di Ponte a Niccheri), promosso dall’Unione comunale, dal Circolo di Grassina e dal gruppo consiliare prevede una esposizione del professor Paolo Caretti (nella foto), docente di diritto costituzionale: “Come cambia la Costituzione – I contenuti della riforma in approvazione alla Camera”. Titolo asettico, che non pende per il sì o per il no. Il problema è che è nota la posizione del docente universitario molto critico nei confronti della riforma portata avanti dal governo Renzi e dalla ministra Boschi. “Sarà un’esposizione equilibrata”, assicurano dal partito. Ma numerosi esponenti piddini non condividono la scelta di puntare su Caretti, anziché su uno dei tanti giuristi favorevoli alla riforma e quindi in linea con la posizione del Pd. E leggono la scelta in chiave puramente antirenziana.  Una cosa è certa: l’argomento è molto importante e sarebbe opportuno che i cittadini sfruttassero occasioni come queste per informarsi, visto che saranno chiamati a votare in autunno; ma è anche vero che se si vuole dare un po’ di pepe ad un argomento, comunque ostico, sarebbe stato meglio presentare un confronto fra le due posizioni. Così la serata rischia di trasformarsi in una lezione soporifera, mentre il botta e risposta favorisce sempre un maggior coinvolgimento del pubblico.

Per chi vuole sapere qualcosa di più sull’argomento ecco in sintesi, lo stato dell’arte: il Senato ha approvato in seconda deliberazione il disegno di legge di riforma costituzionale, già approvato da entrambe le Camere in prima deliberazione. Il disegno di legge prevede, in particolare, il superamento dell’attuale sistema di bicameralismo paritario, riformando il Senato che diviene organo di rappresentanza delle istituzioni territoriali. Al contempo, il progetto di riforma modifica la disciplina del procedimento legislativo e interviene sul Titolo V della parte seconda della Costituzione. Ora il provvedimento passa nuovamente alla Camera per la seconda deliberazione (il voto ci sarà ad aprile).

Il testo approvato, oltre al superamento dell’attuale sistema bicamerale, prevede, tra l’altro:

  • la revisione del procedimento legislativo, inclusa l’introduzione del “voto a data certa”;
  • l’introduzione dello statuto delle opposizioni;
  • la facoltà di ricorso preventivo di legittimità costituzionale sulle leggi elettorali di Camera e Senato;
  • alcune modifiche alla disciplina dei referendum;
  • tempi certi per l’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare, per la presentazione delle quali viene elevato il numero di firme necessarie;
  • la costituzionalizzazione dei limiti sostanziali alla decretazione d’urgenza;
  • modifiche al sistema di elezione del Presidente della Repubblica e dei giudici della Corte Costituzionale da parte del Parlamento;
  • la soppressione della previsione costituzionale delle Province;
  • la riforma del riparto delle competenze tra Stato e Regioni;
  • la soppressione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro

In autunno (probabilmente ad ottobre) gli italiani saranno chiamati al voto per il referendum confermativo del disegno di legge. Se prevarranno i sì il provvedimento sarà definitivamente approvato, votando no verrà cancellato. Per prevalere occorre ottenere il 50% più uno dei consensi, non è previsto quorum.

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