Terza corsia e terre di scavo: il dibattito arriva con cinque anni di ritardo

ScavoAvete presente il dibattito sugli ultimi sviluppi del progetto “terza corsia” relativo al rimodellamento morfologico di una ventina di ettari di territorio ripolese (nella foto come sarà) con terre di scavo contenenti possibili sostanze inquinanti? Bene cancellate le parole “ultimi sviluppi”. Perché tutto era già noto, in buona sostanza, fin dal 2011, anche se non era stato pubblicizzato. E cancellate anche il dibattito che si è svolto negli ultimi tre mesi nelle riunioni della Commissione speciale per la terza corsia (di cui faccio parte), negli incontri pubblici e sui social perché assolutamente fuori tempo massimo.

Con un certo disappunto la Commissione terza corsia, che aveva fissato ieri una seduta per mettere a punto il documento informativo per il Consiglio comunale, ha scoperto (la documentazione è arrivata ai componenti solo ieri mattina) che il progetto di scaricare tutte le terre di scavo della nuova galleria San Donato e degli sbancamenti per l’allargamento dell’autostrada in un’area del Comune di Bagno a Ripoli, “rimodellandola”, risale al 2011. Non solo. In data 1 settembre 2011 e 20 aprile 2012 vi sono due documenti degli uffici tecnici del Comune nei quali si denunciano preoccupazioni per la situazione ambientale e si indicano alcune prescrizioni (buona parte delle quali ignorate da Autostrade). Insomma, era già tutto previsto.

Il sindaco Casini e l’assessore all’urbanistica Frezzi hanno ribadito che il progetto ha colto di sorpresa anche loro e che per questo il 22 dicembre scorso convocarono la Commissione per informarla e lanciare un allarme. Non voglio mettere in dubbio la buona fede dell’amministrazione, tuttavia in questa estenuante vicenda della terza corsia autostradale ho raggiunto una convinzione: non c’è chiarezza. Nessuno ha il quadro completo del progetto: le origini, le evoluzioni, le modifiche, le prescrizioni, le approvazioni, i dinieghi. Migliaia e migliaia di pagine con elaborati, riferimenti di legge, pareri, perizie. Forse è inevitabile che per un’opera così complessa, così impattante e trascinata per anni e anni non esista cervello umano in grado di tenere tutto a mente. Ma questa considerazione non mi conforta per niente. La riunione di ieri della Commissione speciale per la terza corsia ha sancito questo scollamento.

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