Il sindaco illustra al Consiglio comunale le opere di compensazione per la terza corsia, ma i dubbi restano

galleriaUltimissime sul “fronte” terza corsia, a poche ore dal dibattito pubblico organizzato per stasera alle 21 al Crc Antella dal Pd, presenti i tecnici di Autostrade.

Ieri in Consiglio comunale il consigliere del M5S Paolo Sartoni ha chiesto al sindaco di dettagliare quali siano le opere di compensazione previste da Società Autostrade per Bagno a Ripoli e il raffronto con quanto concesso a Rignano.

Ecco la lista illustrata dal sindaco:

1) Galleria artificiale nel tratto in cui l’autostrada attraversa l’abitato di Antella  (valore 20 milioni);

2) Nuova viabilità davanti all’ospedale di Ponte a Niccheri con spostamento del parcheggio attuale verso l’ospedale (valore 2 milioni);

3) Copertura del contributo dovuto dal Comune di Bagno a Ripoli per la costruzione del doppio ponte di Vallina (valore 8 milioni).

A trattativa chiusa il sindaco ha rivendicato di aver chiesto ulteriori interventi e in particolare: costruzione della pista ciclabile tra l’ospedale e l’Antella; fluidificazione del traffico in uscita da Firenze sud con la realizzazione di due nuove rotatorie; sistemazione e asfaltatura di via Peruzzi e via di Ritortoli; copertura del contributo comunale per la variante di Grassina. Complessivamente un valore di 3,5 milioni, il responso il 26 maggio in Conferenza dei servizi. “E’ un tentativo – ha ammesso Casini – può darsi anche che non si ottenga niente. Comunque abbiamo chiesto che tutte le opere di compensazione vengano finanziate rapidamente e i pagamenti avvengano per stati di avanzamento svincolati dall’andamento dei lavori della terza corsia. Inoltre abbiamo chiesto come mitigazione ambientale più barriere e più dune anti-rumore“. Secondo il sindaco complessivamente Bagno a Ripoli avrebbe avuto un valore di opere di compensazione (30 milioni + 3,5 se accordate le ultime richieste) ben superiore a Rignano (13,5 milioni per la variante di Troghi). Sartoni si è dichiarato non soddisfatto della risposta, sostenendo che a suo giudizio la galleria dell’Antella, pur chiesta dai cittadini, “sarà più un danno che un miglioramento della situazione“.

Il sindaco, a mio avviso, ha un po’ ciurlato nel manico. La galleria artificiale non è un’opera di compensazione ma di mitigazione. La distinzione non è un dettaglio: secondo la normativa le opere di mitigazione “sono misure definibili come intese a ridurre al minimo o addirittura a sopprimere l’impatto negativo di un piano o progetto durante o dopo la sua realizzazione”. La galleria artificiale di Casellina (nella foto) rientra proprio in questa casistica, per esempio. Le opere di compensazione hanno “valenza ambientale” e non sono “strettamente collegate con gli impatti indotti dal progetto stesso, ma realizzate a parziale compensazione del danno prodotto, specie se non completamente mitigabile”. Quindi per quanto riguarda la galleria dell’Antella, al massimo si può considerare opera di compensazione ciò che vi varrà fatto sopra (giardino o altro), non certo il costo totale dell’opera. Quanto agli 8 milioni per il doppio ponte di Vallina, che probabilmente non vedrà mai la luce, si possono definire una “compensazione non esigibile”. Ecco che la sproporzione con quanto riservato a Rignano torna ad essere evidente.

 

2 commenti

  1. Reduce dall’incontro del 18 al CRC Antella, in merito alla spinosa questione delle terre di scavo, capisco questo:
    L’ex fornace Montecchi si salva dal riceverle grazie a un’ordinanza del 2010 dell’allora sindaco di Rignano che inquadra l’area come “da bonificare”.
    Bene, il piano B proposto da autostrade – e accettato dalla nostra amministrazione – prevede che tali terre, siccome non possono essere depositate in un sito “da bonificare” vadano scaricate in un’area incontaminata, rendendola paradossalmente e all’istante a sua volta “da bonificare”.
    Allora qual è stata la sfortuna nostra e dell’Isone?
    Il caso ha voluto che nella valle dell’Isone non ci fossero manco due o tre catapecchie abusive, magari con delle belle tettoie in eternit, tali da rendere l’incontaminato paradiso degno di beccarsi un’ordinanza come area da bonificare. Un vero peccato.

  2. Epilogo degno del prologo. Mai trasparenza, ma solo sotterfugi, mezze verità, valzer di parole e tutto il campionario di ogni italico affaire. Come nel Gattopardo, bisogna cambiare tutto affinché non cambi nulla.
    Déjà vu !

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