Egisto Grassi e la “staffetta della memoria”. Libro e ricordi presentati in Comune

Marco Grassi

Marco Grassi

3“Una staffetta della memoria”, così è stata definita da Marco Grassi la pubblicazione delle memorie del padre Egisto, della Marina militare italiana, che si trovava a Danzica l’8 settembre del 1943 e si rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò schierandosi a fianco dei nazisti. Per questo fu internato nel campo di prigionia di Thorn (clicca qui per l’articolo con la storia). Una testimonianza che passa di generazione in generazione. Non a caso il libro è dedicato a “Emma, Mattia, Lorenzo, Tommaso, e Francesco, bisnipoti di Egisto, staffette della memoria”. Il libro “Memorie – Divenni il numero 29113”, pubblicato dalla Regione Toscana, è stato presentato nei giorno scorsi in Comune, nella sala consiliare. Marco Grassi ha ricordato che il babbo (ripolese, classe 1920) solo dopo essere rimasto vedovo, ha accettato di parlare e ricordare le sue vicissitudini. Prima non l’aveva mai fatto per non addolorare la moglie.

Paolo DE Simonis

Paolo De Simonis

Un atteggiamento di silenzio condiviso da molti ex militari italiani che quando rientrarono in patri si trovarono di fronte l’odio degli ex fascisti, con i quali non avevano voluto schierarsi, ma anche degli antifascisti perché come militari avevano combattuto agli ordini del Duce. Un disagio che ha coinvolto 650mila soldati italiani che, in condizioni difficilissime e a rischio della vita, dissero: no “L’individualità della testimonianza che diventa patrimonio di tutti perché riguarda una moltitudine di soggetti” è stata messa in luce da un articolato intervento dell’antropologo Paolo De Simonis.

Luciano Bartolini

Luciano Bartolini

L’ex sindaco di Bagno a Ripoli Luciano Bartolini, amico di Marco Grassi, che ha conosciuto personalmente Egisto, ha tracciato uno spaccato del microcosmo di Ponte a Ema dove i Grassi vivevano. E’ intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, mentre per l’Amministrazione comunale era presente l’assessora alla cultura Annalisa Massari. Sala piena e finale con l’esecuzione di alcuni canti ebraici.

Rispondi