Più complesso recuperare rifiuti che una navicella spaziale. Storia di ordinaria follia burocratica con protagonisti Comune, Consorzio di bonifica e Quadrifoglio

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Materassi abbandonati: 1 aprile 2016

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Materassi abbandonati: 5 luglio 2016

Questa è una storia di ordinaria follia burocratica. Una piccola storia sintomatica però di come funzionano, anzi non funzionano, certe procedure. E il paradosso è che alla fine forse tutti hanno rispettato le proprie competenze, ma il problema non è stato risolto. 
Partiamo dall’inizio. Lo scorso primo di aprile, durante una delle mie uscite per fare un po’ di jogging , mi imbatto in alcuni rifiuti ingombranti abbandonati. Come credo debba fare qualsiasi cittadino, invio una mail di segnalazione all’Urp (Ufficio relazioni col pubblico) del Comune. Ecco il testo dell’email inviata il primo aprile: “Vi segnalo alcuni rifiuti abbandonati sulla sponda del ruscello che scorre lungo via delle Tavernuzze. Il tratto in questione è quello in cui la strada sale dal ponticello verso via di Sant’Andrea a Morgiano (vedi foto). Si notano un sanitario, un armadietto, due materassi e lo scarico di inerti edilizi”. Allego cinque foto dove si vedono i rifiuti e il tratto di strada.

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Sanitario abbandonato: 1 aprile 2016

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Sanitario recuperato e abbandonato sul ciglio della strada: 5 luglio 2016

Nessuna risposta dall’Urp e dopo un mese i rifiuti sono ancora lì. Ne parlo all’assessore all’ambiente Enrico Minelli che fa fare una verifica agli uffici. “L’Urp dice di non aver ricevuto segnalazioni”, mi informa. Io ho la mail in memoria, e gliela inoltro direttamente il 2 maggio. Dopo qualche giorno l’assessore mi chiama e mi dice che Quadrifoglio non ha trovato niente lungo la strada. Gli ribadisco che, come scritto nell’email e come evidenziato dalle foto, i rifiuti sono lungo la scarpata che scende verso il ruscello. Passa ancora qualche giorno e l’assessore mi chiama nuovamente per illustrarmi la procedura. Prima dovrà intervenire il Consorzio di bonifica, competente sulle sponde dei corsi d’acqua, i cui tecnici recupereranno i rifiuti appoggiandoli sul ciglio della strada. Poi passerà Quadrifoglio per il ritiro degli stessi. Insomma il recupero di un po’ di pattume pare più complicato di quello di una navicella spaziale ammarata nell’oceano.
Oggi, martedì 5 luglio, a oltre due mesi di distanza, sono ripassato in via delle Tavernuzze. Sanitario e armadietto fanno bella mostra di sé sul bordo della strada, diligentemente delimitati da un nastro bianco e rosso da cantiere; i due materassi sono ancora adagiati in fondo alla scarpata, nessuno li ha toccati. 
Superfluo qualsiasi commento.

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