Lotta al progetto Terza corsia: il M5S prepara manifestazione di protesta e interrogazione parlamentare

foto m5s

La riunione dei MeetUp M5S (foto dalla pagina Fb del M5S di Bagno a Ripoli)

Obiettivo portare oltre i confini comunali di Bagno a Ripoli, il caso terre di scavo della terza corsia autostradale nella valle dell’Isone. Ieri sera, lunedì 11 luglio, in un bar di via San Gallo, i rappresentati del M5S di Bagno a Ripoli hanno sensibilizzato i colleghi di Firenze e di altre zone della provincia e oltre (Prato), sul tema. “Mi sono accorto che quando parliamo della terza corsia autostradale e della variante di San Donato dobbiamo sempre spiegare tutto, già fuori dall’Antella la gente ne sa poco  –  dice il consigliere grillino Paolo Sartoni – La riunione è servita per un riepilogo della vicenda. Una iniziativa sarà fatta probabilmente a settembre”. Intanto Sartoni ha fornito ai propri parlamentari il materiale (soprattutto la relazione sulle specie protette) per un’interrogazione al governo sul problema “terre di scavo”. 

La riunione era stata convocata nei giorni scorsi attraverso un “accorato appello”, anche via Facebook, del M5S di Bagno a Ripoli agli atri comitati grillini e ai vari movimenti che hanno a cuore l’ambiente, nel quale si chiedeva aiuto “per una grande marcia contro l’imminente inizio lavori per la Terza Corsia Fi Sud -Incisa”. Seguiva la proposta operativa: “Il MeetUp Bagno a Ripoli in testa con #‎NoTerzacorsia‬ a seguire uno striscione ‪#‎NoGrandioperedannoseinutili‬ ‪#‎SiTutelaterritorio‬ e poi tutti i MU Toscani con striscioni di altre grandi opere inutili del territorio toscano… No inceneritori, No Aeroporto, No Rigassificatore Rosignano ecc… Con le nostre bandiere 5 Stelle ben in alto al vento!”.

Ma ieri sera una decisione operativa non è stata presa. Anche perché le posizioni sul da farsi non sono univoche: c’è chi propende per una campagna capillare sui social, chi per banchini di informazione davanti alle scuole, chi per una manifestazione di piazza (corteo o altro ma sempre nella legalità). L’importante, è stato riconosciuto da tutti i partecipanti, è riuscire a far diventare il caso “terre di scavo” un problema almeno regionale. Riunione interlocutoria, quindi. Con un nuovo appuntamento già (quasi) fissato per la fine di luglio. In quell’occasione, probabilmente, verrà deciso in modo più concreto anche la forma da dare alla protesta. 

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