Don Moreno: esordio con strette di mano e le note di “Fratello Sole, sorella Luna”

DSC_0276_4239Il nuovo parroco dell’Antella inizia come il vecchio aveva terminato. Don Moreno Bucalossi, alla fine della sua prima messa domenicale, è sceso dall’altare, è andato davanti alla porta di uscita della chiesa e ha stretto la mano a tutti i fedeli che hanno voluto questo primo contatto diretto con lui. Don Giovanni, domenica scorsa, aveva fatto lo stesso per salutare dopo venti anni da parroco. 

“Sono contento di essere con voi. Devo ancora capire come funzionano le cose qui. Avremo tanto tempo per conoscerci: non so se vent’anni, quanti sono stato a Legnaia, ma comunque molto tempo. Cerco la collaborazione di tutti”, ha esordito all’inizio della funzione religiosa di fronte a circa 150 parrocchiani. Poi ha ricordato come le pievi, come è l’Antella, fossero le chiese del popolo, quasi in contrapposizione con le cattedrali dove stava il vescovo. “Dobbiamo essere una comunità capace di crescere insieme”, ha detto ancora il nuovo parroco. L’omelia è stata dedicata al rapporto tra povertà e ricchezza: don Moreno ha commentato le pagine del Vangelo rivolto prevalentemente ai bambini presenti, attraverso un linguaggio semplice ed esempi della vita di tutti i giorni.

Al momento della Comunione ha fatto risuonare le suadenti note del brano “Dolce è sentire”, tratto dal film di Zeffirelli “Fratello Sole, sorella Luna” (devo ringraziare Vieri Wiechmann per la segnalazione).
Quindi, prima delle strette di mano finali, ha chiuso la messa con un familiare “Buona domenica”.

Don Moreno, dopo qualche comprensibile ritrosia, ha accettato anche di posare per uno scatto davanti alla chiesa. Un po’ in imbarazzo è uscito e subito ha ammonito i parrocchiani che ancora si trattenevano incuriositi sulla piazza: “Guai a chi ride”.

D’altronde si sa che nei paesi le autorità sono il sindaco, il prete, il maresciallo dei carabinieri e il farmacista. Ma il sindaco, che pure abita in piazza Peruzzi, l’Antella lo deve condividere con tutta Bagno a Ripoli; il maresciallo dei carabinieri con Grassina; e in farmacia sono una squadra di calcetto riserve comprese. L’unica, vera, autorità in esclusiva e proprio il parroco. Benvenuto don Moreno.

 

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