Il progetto “Casa mia” a Grassina: una prospettiva per il disagio mentale

Inaugurato a Grassina il progetto “Casa mia”: un appartamento del Comune in via Spinello Aretino, completamente ristrutturato, che ospiterà tre giovani adulti, seguiti dal Servizio di salute mentale della Asl, che potranno così iniziare un percorso di vita autonoma. 

Il taglio del nostro sabato mattina da parte del sindaco Francesco Casini (“La spesa per il sociale ammonta al 13% della spesa totale del Comune”) e dall’assessora alla salute della Regione Stefania Saccardi (“Con progetti come questo, la Regione vuole valorizzare le abilità, anziché sottolineare le disabilità”). Presenti la vicesindaca e assessora alle politiche sociali Ilaria Belli, l’assessora del Comune di Impruneta Liliam Kraft e il dottor Walter Ciardo, responsabile di zona del servizio di salute mentale. Il progetto avrà la durata di un anno, rinnovabile per una altro anno. 

L’alloggio ha una superficie di circa 58 metri quadrati, è di proprietà del Comune di Bagno a Ripoli ed è stato ritenuto utile alla realizzazione del progetto in quanto di dimensioni adeguate e ben inserito nella rete territoriale vista la vicinanza alla sede del Centro salute mentale di via Brodolini, a Grassina, e la prossimità con la sede della Fratellanza Popolare, una delle più grandi associazioni di volontariato del territorio, già coinvolta in numerosi progetti di integrazione e reinserimento sociale. All’imbiancatura dell’alloggio hanno provveduto alcuni migranti ospitati dal Comune di Bagno a Ripoli a Grassina e a Sorgane, seguiti dalla cooperativa l’Orologio.

All’illustrazione del progetto ha assistito un gruppo di giovani, provenienti da tutta la provincia, che stavano seguendo alla Fratellanza Popolare un corso propedeutico al servizio civile nel quale saranno presto impegnati.

 

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