Forse scongiurato il rischio maxi evacuazione di case per i lavori della terza corsia: all’Antella solo due edifici interessati

C’è un gran numero di famiglie dell’Antella che da tempo sta sulle spine in attesa di capire se, quando e per quanto tempo dovrà lasciare la propria abitazione quando si avvicineranno i lavori per la terza corsia autostradale. Particolarmente in apprensione gli abitanti degli stabili della parte alta dell’Antella che fronteggiano l’autostrada. Nei mesi scorsi si è parlato spesso della possibile necessità di evacuazione a causa di rumore e soprattutto vibrazioni quando inizieranno i lavori per realizzare la galleria artificiale.

Ora, però, questo incubo pare affievolirsi notevolmente se non addirittura scomparire. In questi giorni sono arrivate le conclusioni dello studio vibrazionale commissionato da Società Autostrade all’Università di Torino e consegnato venerdì scorso al Comune di Bagno a Ripoli. Le conclusioni sono confortanti. In base alle simulazioni effettuate dai tecnici, i recettori (cioè gli edifici) interessati dal problema sono 16 su tutto il fronte autostradale: solo un paio all’Antella. Non solo. E’ stato calcolato che il periodo di “lavori molesti” oscillerà da un minimo di 40 ad un massimo di 90 giorni. Scongiurata quindi l’ipotesi che un gran numero di famiglie dovesse abbandonare la propria abitazione per sei mesi/un anno o più. 

Lo studio dell’Università di Torino ha appurato che i disagi arriveranno non tanto dai lavori di trivellazione per la palificazione del terreno su cui sorgerà la galleria artificiale, ma dall’azione del rullo compattatore usato sui rilevati. A questo punto – fanno sapere da Società Autostrade – è demandato ai responsabili della Pavimental, l’impresa che sta conducendo i lavori, il compito di gestire la situazione concordando con i proprietari degli edifici interessati l’abbandono temporaneo dell’alloggio o la sopportazione del fastidio anche in base agli orari di lavorazione e di presenza nell’appartamento. I problemi saranno affrontati caso per caso. Lo studio vibrazionale ha invece escluso che i lavori possano provocare danni, anche lievi, alle strutture degli edifici. 

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