I ragazzi della Redi sfrattati dai loro posti per seguire il Giro, aggrediti gli insegnanti, la festa sciupata da un gruppo di prepotenti

Affacciati alla terrazza del Museo Bartali a Ponte a Ema, per essere testimoni dell’omaggio al grande campione del ciclismo e del passaggio del Giro, dovevano esserci soprattutto i ragazzi della scuola media Redi. Questo almeno secondo quanto previsto dal programma della giornata dedicata al ciclismo. Ma così non è stato, perché la prepotenza ha preso il sopravvento sul civismo e non c’è stato nessuno in grado di intervenire. 
“I nostri alunni – hanno raccontato i professori che li accompagnavano – arrivati sulla terrazza del Museo Bartali, in cui al mattino erano state messe delle indicazioni per spazio riservato, non hanno trovato posto poichè qualcuno molto poco civicamente aveva tolto e gettato via ogni indicazione appropriandosi dei posti per la scuola”. Alle rimostranze degli insegnanti che volevano far andare i ragazzi negli spazi previsti (ce n’erano alcuni anche con disabilità), la reazione è stata di offese e non solo. Un anziano inferocito ha perfino alzato il bastone per colpire uno dei professori. Il diverbio è stato così acceso che l’anziano si è sentito male ed è dovuta intervenire l’ambulanza (creando qualche problema al passaggio del Giro sulla via Chiantigiana).
“Nessuna attività o presenza in tutto questo – denunciano gli insegnanti –  di organizzatori pubblici a difesa della legge (e della buona educazione). I nostri ragazzi praticamente dalla terrazza del Museo non hanno visto niente perchè sono rimasti dietro agli adulti prepotenti e usurpatori, piazzatisi in prima linea sul balcone.  Che cosa avranno imparato i ragazzi? Con noi che cerchiamo in tutti i modi di costruire fiducia per lo Stato e per la solidarietà civile?”. “Una saggia organizzazione  – commenta il professor Panti, dirigente dell’istituto comprensivo Caponnetto, molto amareggiato per l’accaduto – avrebbe dovuto prevedere il rispetto dei più piccoli e non la prepotenza dei più grandi”.

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