E alla fine il sindaco Casini perde le staffe e se ne va: battibecco ai giardini col presidente della Casa del popolo Rigacci

Il battibecco fra il sindaco e alcuni esponenti della Casa del popolo di Grassina fra i quali il presidente Rigacci

Alla fine il sindaco Casini ha perso le staffe e rivolto ai contestatori ha esclamato: “Volete vedere che questa è la volta che me ne vado davvero?”. Detto fatto ha girato le spalle alla piccola folla e si è diretto qualche metro più in là a rilasciare un’intervista. L’alterco è avvenuto ieri pomeriggio durante la presentazione alla cittadinanza dei progetti per la riqualificazione del giardino della Casa del popolo (vedi articolo). Il passaggio di proprietà dalla Cdp al Comune, sancito l’anno scorso, è stato al centro di roventi plemiche fra i soci e l’approvazione della cessione approvata a maggioranza (50 a 37). La specifica era necessaria per comprendere che un po’ di ruggine tra parte della Cdp e Comune ancora esiste.

Il presidente della Cdp Valeriano Rigacci

Il diverbio è nato per “fuitili motivi”. Il presidente della Cdp, Valeriano Rigacci, presente fra il pubblico, ha chiesto con insistenza specifiche sui tempi di sostituzione dei giochi per bambini. La risposta del sindaco non l’ha convito e lo ha incalzato. Il botta è risposta è proseguito per alcuni minuti con toni sempre più polemici. Sono intervenuti alcuni dei presenti: una signora ha parlato a difesa del sindaco criticando l’atteggiamento dei soci della Cdp e provocando una reazione sdegnata; altri  hanno rafforzato la posizione di Rigacci. Il sindaco Casini, preso in contropiede da un atteggiamento ostile, proprio in occasione della presentazione di un progetto per alzare la qualità della vita a Grassina, non l’ha presa bene e ha reagito in modo un po’ bizzoso. Salvo poi tornare dopo poco sui suoi passi per riprendere la discussione con toni più pacati. Lo stesso Rigacci, forse resosi conto di aver ecceduto, ha riconfermato la soddisfazione per il progetto e la validità della collaborazione tra Casa del popolo e Comune. Una stretta di mano ha chiuso l’incidente diplomatico.

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