La preside della Granacci mette la consigliera Redini dietro la lavagna: “La nuova segreteria libera aule per un progetto innovativo”

La professoressa Amalia Bergamasco tra il sindaco Casini e l’assessore Minelli

L’utilità della nuova palazzina per la segreteria didattica della scuola media Granacci a Bagno a Ripoli e la soddisfazione per la realizzazione, viene sottolineata dalla professoressa Amalia Bergamasco, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Mattei, in risposta alle critiche avanzate dalla consigliera comunale di Cittadinanza attiva Sonia Redini in un intervento su QuiAntella (clicca qui per leggere l’articolo).

La nuova palazzina della Granacci

Secondo Redini la costruzione della palazzina sarebbe stata un’idea estemporanea dell’Amministrazione comunale, non concordata con le necessità della scuola. Ma la professoressa Bergamasco smentisce questa tesi e, metaforicamente, mette la consigliere dietro la lavagna: Tali dichiarazioni non riflettono le determinazioni dell’attuale dirigenza scolastica e dell’Istituto – afferma la professoressa Bergamasco – Si riconosce, invece,  l’importanza dell’investimento dell’amministrazione che si inserisce in un disegno più ampio di edilizia scolastica che permetterà al nostro istituto di fruire di nuovi ambienti di apprendimento. Nel caso in questione i nuovi spazi lasciati liberi consentiranno  di dare finalmente inizio al progetto didattico ‘Classi senza aule’, un’esperienza pilota nel nostro territorio che permetterà alle studentesse e  agli studenti di frequentare una interessante serie di laboratori in materia di arte, musica, tecnologia, lingue attraverso un utilizzo dinamico ed innovativo degli spazi scolastici. Alla luce di tali considerazioni si  manifesta la volontà di non coinvolgere la Scuola in polemiche strumentali, nella convinzione che, quando chi è chiamato a gestire l’attività amministrativa pubblica acquisisce la consapevolezza del valore che assumono gli ambienti di apprendimento per una formazione di qualità e ne fa un punto qualificante della propria azione, tutta la comunità, non solo educante, ne beneficia”.

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