L’assessora Massari replica a Redini sulla palazzina della scuola Granacci: “Solo il Comune sa quali sono gli interessi pubblici”. La controreplica della consigliera

L’assessora Massari tra il sindaco Casini e la preside Bergamasco, all’inaugurazione della nuova segreteria della scuola Granacci

Non si placa il dibattito sulla nuova palazzina della scuola media Granacci a bagno a Ripoli, dopo l’intervento della consigliera comunale Redini in risposta alla preside Amalia Bergamasco, scende in campo anche l’assessora comunale alla scuola Annalisa Massari per difendere la scelta fatta dall’amministrazione comunale. “Ho letto la replica della Redini su QuiAntella – afferma l’assessora – La dirigente Bergamasco ha semplicemente dichiarato di approvare il progetto edilizio del Comune che aumenta gli spazi e contemporaneamente dà alla scuola l’opportunità di avviare un progetto didattico al quale in realtà il Collegio docenti pensava da tempo. Infatti fu sottoposto a questo assessorato più di un anno fa, dirigente Carla Busconi. Per il resto non voglio rinfocolare la polemica, però si dovrebbe dare atto a questa Amministrazione di aver tenuto conto delle motivazioni di quella parte di famiglie che non approvavano la chiusura del plesso di Croce che rimane attivo ed è anche oggetto di interventi di restauro non banali. D’altra parte il frazionamento in aree isolate, che caratterizza il comune di Bagno a Ripoli, ha fatto nascere realtà didattiche anch’esse frazionate e bisogna contemperare parecchie esigenze nel gestirle; in questo solo il Comune, che conosce le necessità dei cittadini, ha gli strumenti per individuare  correttamente gli interessi pubblici prevalenti nelle varie fasi e intercettare le aperture finanziarie idonee a soddisfarli”.

L’intervento dell’assessora Massari ha indotto la consigliera Redini a tornare ancora sull’argomento:

A quanto dichiarato dall’assessore, “solo il Comune conosce le necessità dei cittadini ed ha gli strumenti per individuare correttamente gli interessi pubblici prevalenti”, non dovrei forse replicare io, ma gli organi scolastici. Se mi permetto di farlo – non certo a nome loro – è solo perché, ribadisco, conosco da vicino gli ultimi anni, a cavallo fra questa e la precedente amministrazione, e quanto le affermazioni dell’assessore non siano verificate nei fatti. 
C’è una fase che, tecnicamente, si chiama “analisi dei bisogni”, ossia quella che va fatta con chi esprime i bisogni, con chi lavora nella scuola, con gli organi che ne rappresentano le varie componenti. Perché, le scelte di edilizia scolastica devono seguire l’impianto didattico che la scuola si dà e non il contrario. 
Ma quando è stata fatta la condivisione di questi bisogni dal 2014 ad oggi? Il Sindaco risponderà che ci sono stati molti incontri: numericamente, sì, ma, alla fine, cosa si deve costruire, quali interventi di riqualificazione fare, venga dettati da esigenze che non provengono dalla scuola. Bene i bandi, bene le aperture di spazi finanziari, ma al centro vogliamo mettere le necessità che i due Istituti avanzano, partire dal costruire gli ambienti idonei per i progetti educativi che le nostre scuole perseguono?
Benissimo il progetto “scuola senza aule”, ma, ribadisco, non c’era al momento dell’edificazione della palazzina.
E non si può citare il caso di Croce a Varliano: ma se, nel 2016, si è tenuto un processo partecipativo (costato più di 10 mila euro), sbandierato dall’amministrazione come momento di confronto, ma non “libero”, perché partiva dall’imposizione che dovessero essere dismessi i plessi di Via Tegolaia e proprio di Croce, e, per questa ragione, anche poco partecipato!
Certo, poi, c’è stato un “ripensamento” su Croce, frutto anche della pressione delle famiglie, appunto, che chiedevano a gran voce, che non venisse chiuso, ma frutto anche di contingenze di altro tipo, dello slittamento nel progetto di ampliamento di Padule, dell’atto di donazione dell’edificio ad uso scolastico, etc….Perché non c’è mai una pianificazione condivisa, realmente?

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