All’asta due edifici storici di Bagno a Ripoli: Villa Pedriali e Villa La Cipressa

L’antico cancello d’ingresso a Villa Pedriali, su via dell’Antella

Sembra siano iniziati i saldi di fine stagione per gli immobili storici di proprietà pubblica nel comune di Bagno a Ripoli. La Provincia di Forlì-Cesena, che ne è proprietaria, ha messo all’asta Villa Pedriali e Villa La Cipressa, che vanno ad aggiungersi alle Gualchiere di Remole (asta indetta dal Comune di Firenze) e a Villa Mondeggi, con realtivi terreni, per la quale il nuovo bando (il primo un anno fa è andato deserto) dovrebbe uscire nei prossimi mesi.

Per Villa Pedriali e Villa La Cipressa, entrabi immobili tutelati dal Ministero dei beni culturali, la data fatidica, nella quale potrebbero passare in mano privata, è il prossimo 21 settembre, quando saranno aperte le buste con le offerte. La base d’asta per Villa Pedriali, che sorge a metà di via dell’Antella, in posizione dominante sull’autostrada, è stata fissata in 4 milioni e 700 mila euro. Per Villa La Cipressa, che si trova in via di Belmonte 32, la base d’asta indica la somma di un milione e 380mila euro.

La storia recente di Villa Pedriali racconta che nel 1920 fu comprata, insieme a tutta la tenuta, dall’ingegnere romagnolo Giuseppe Pedriali. La tenuta, allora, si estendeva per 240 ettari e contava tre ville e venticinque poderi. Dopo l’avvento del fascismo l’ingegner Pedriali, che fu uno dei primi finanziatori del movimento di Benito Mussolini di cui era amico personale, ne fece simbolo di propaganda agraria dotandola di macchinari ed attrezzature all’avanguardia. Nel testamento del 30 aprile 1930, su indicazione di Benito Mussolini, più volte ospite della villa presso la quale aveva una sua propria camera riservata, Pedriali lasciò il complesso alla Provincia di Forlì.

Villa La Cipressa, conosciuta anche come “il villone”, è un’antica dimora del XV secolo, che a fine 1800 fu di Ubaldino Peruzzi. Il complesso si compone di due edifici principali: la villa e la parte rurale, quest’ultima costituita dalla fattoria e dal vecchio frantoio, che sono circondati da un grande parco piantumato con lecci, querce e cipresse secolari, fra le quali una cipressa maestosa da cui trae origine il nome.

 

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