Alla Festa dell’Unità di Mondeggi tirano più le penne alla pecora che il ministro Lotti

L’area parcheggio della Festa dell’Unità a Mondeggi è pieno di auto. Al ristorante la gente fa la fila è c’è una lunga lista d’attesa per sedersi a tavola. Tutti lì per la “star” della serata, il ministro dello Sport Luca Lotti? Macché. E’ la serata dedicata alla pecora alla campigiana. I piatti di penne al sugo escono dalla cucina come da una catena di montaggio.

Il ministro Lotti non scalda i cuori dei militanti Pd. Una sessantina di persone ad ascoltare la sua intervista pubblica condotta dal giornalista Giacomo Guerrini e introdotta dal sindaco Casini, ieri sera, giovedì 20 luglio, all’area dibattiti della Festa. Pochi i notabili del partito presenti: il segretario metropolitando Fabio Icatasciato, l’onorevole David Ermini, il segretario dell’Unione comunale di Bagno a Ripoli Gian Bruno Ravenni, l’assessore allo Sport del Comune, Enrico Minelli.

Lotti arriva, si intrattiene con i molti giornalisti presenti, scambia qualche parola con qualche dirigente di società sportiva locale, poi una mezza pizza al volo al ristorante della Festa (niente penne alla pecora, non sa cosa si è perso…).

Arriva il momento dell’intervista. Lotti ha il tono concitato di chi pronuncia un’arringa difensiva. Ignora le domande per lanciarsi in una sorta di comizio a difesa del governo, l’attuale e quello passato. Ma nessuno l’ha accusato. Di fronte ha una platea amica, almeno sulla carta. Nonostante l’introduzione accattivante del sindaco Casini, Lotti ha una gran voglia di replicare. A chi? A tutti coloro che continuano ad attaccare il governo Gentiloni e, soprattutto, il governo Renzi del quale rivendica i tanti obiettivi centrati, pur ammettendo degli errori (per esempio sulla buona scuola) soprattutto di comunicazione. Nessun accenno, né da lui né da altri, alla vicenda Consip che lo vede indagato e oggetto di attacchi quasi quotidiani da parte di qualche giornale che non lo ha troppo in simpatia.

Ricorda i finanziamenti arrivati dal governo ai Comuni per l’edilizia scolastica, palestre comprese, quelli del bando periferie, quelli intercettati dall’Europa. Mette in fila qualche frase slogan. Annuncia un decreto legge per favorire l’impiantistica sportiva (ma in questo caso solo norme più snelle, niente soldi), ispirato al modello inglese e tedesco, e che il governo intende rivedere la legge Melandri, con o senza il consenso della Lega calcio, per una spartizione più equa dei diritti televisivi. Applauso finale di cortesia. E un simpatizzante che gli chiede di farsi un selfie con lui. L’unico della serata.

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