Il professor Ferrini boccia i nuovi mandorli di Croce a Varliano: “Cento specie più adatte di questa”

Gli alberi di mandorlo piantati in piazza di Croce a Varliano, in fase di ristrutturazione, incassano una sonora bocciatura. A censurarne la scelta da parte dell’Amministrazione comunale è il professor Francesco Ferrini, docente al Dipartimento di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente dell’Università di Firenze e membro dell’Accademia dei Georgofili: praticamente la “Cassazione” a livello di arboricoltura.

“Su quali basi tecniche, ecologiche, paesaggistiche è stato scelto il mandorlo come (unica?) specie per il nuovo progetto del parcheggio della Croce a Varliano. Se qualcuno lo sa, mi può aiutare a capire? – scrive il professor Ferrini sulla sua pagina Facebook – Forse sperano nel cambiamento climatico o forse pensano che l’ombra non è necessaria per il parcheggio-giardino. Almeno 100 specie erano migliori dal punto di vista ecologico-climatico-paesaggistico-gestionale”. Una sentenza senza appello. 

Il docente universitario ha anche scritto una lettera al sindaco Casini dove esterna il suo disappunto, ecco il testo:

Le scrivo in relazione al nuovo parcheggio-giardino realizzato presso la frazione di Croce a Varliano. Da privato cittadino e ancor più come docente universitario di Arboricoltura Le chiedo alcuni chiarimenti in relazione alla scelta di piantare mandorli in un’area come quella suddetta.
Decine e decine di specie sarebbeto state migliori dal punto di vista ecologico-climatico-paesaggistico-gestionale-funzionale. 
Ecologico: cosa c’entra il mandorlo a Bagno a Ripoli? certo, qualcuno c’è ma non è proprio la specie più adatta. Oltretutto un mandorlo in un parcheggio potrà campare 20-25 anni se va bene…
Climatico: Forse chi l’ha scelto confida nel cambiamento climatico, oppure è un grande ottimista per i prossimi inverni.
Paesaggistico: come direbbe Di Pietro..che c’azzecca?
Gestionale: Non voglio neanche pensare a quando cadranno le mandorle (sempre che riescano a farle). Sporcano ed essendo un frutto ricco di olio rendono il fondo scivoloso…Poi hanno le ramificazioni a 1 metro o poco di più…ad altezza sportello praticamente, quindi chi parcheggerà dovrà farlo lontano dall’albero, oppure ne sarà infastidito o lo danneggerà. Se invece li hanno messi lontano dallo stallo, quando mai faranno ombra (sempre che un mandorlo la faccia). 
Funzionale: Come specie da frutto, il mandorlo deve essere potato per evitare che “sfugga” e assuma forma e portamento incompatibili con la fruizione dell’area. Pensano di capitozzare anche quelli?
Penso che scelta più bislacca non poteva essere fatta. Complimenti a chi ha avuto la bella pensata e a chi l’ha approvata.

 

6 commenti

  1. Giuseppe Cacozza

    A onor del vero di mandorli c’è ne sono tanti in giro e si vedono bene nel panorama delle nostre colline quando sono in fiore. In via Lilliano e Meoli esiste il toponimo “il Mandorlo” e nel mio campo ci sono 7 mandorli di cui il principale con un diametro del fusto di oltre un metro sicuramente centenario che ancora sopravvive con amorevoli cure.

  2. Francesco Ferrini

    Si, ma non nei parcheggi o nelle piazze.

  3. silvano Guerrini

    Nel 1985, a tempo del sindaco Riccardo Degli Innocenti, il Comune di Bagno a Ripoli si occupò seriamente del verde pubblico, ma anche di quello privato, e il frutto di quel lavoro che impegnò per un paio di anni amministratori comunali, tecnici interni e esterni alla amministrazione comunale, naturalisti e agronomi fra i quali il compianto prof. Romano Gellini, fu riversato in una pubblicazione ben articolata intitolata ‘Guida al verde’ contenente, in aggiunta alle 90 pagine di testi, non solo 89 schede delle essenze considerate ma anche una tavola di sintesi delle indicazioni per la scelta del verde inserita fuori testo. Vien da chiedersi se gli amministratori attuali conoscono quella pubblicazione o se col tempo è finita nell’oblio. Nel caso, per chi fosse interessato, la biblioteca comunale, nella sezione locale, ne possiede sei copie ammesse anche al prestito.

    • i nostri cari amministratori non hanno voglia di informarsi. Pensano che usciti dalle università sappiano tutto. Se non vogliono leggere, almeno diano ascolto agli esperti e non farebbero tante figure cacine.

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