Lo sbornia del sabato sera: anche i giovani di Bagno a Ripoli attratti dalla moda del “binge drinking”: i risultati di una ricerca

Il “binge drinking”, definizione aglosassone per identificare le sbornie del fine settimana, è di moda anche fra i giovani di Bagno a Ripoli. Bere molto, in poco tempo, incuranti delle conseguenze: è alta la consuetudine ai blitz alcolci, è bassa la consapevolezza dei rischi che comportano, soprattutto se poi ci si mette alla guida di un veicolo. Il risultato emerge da una ricerca di Coop 21 e Associazione Ideazione, condotta su un campione di 850 ragazzi e ragazze (dai 13 ai 30 anni) nell’area del Chianti Fiorentino, di cui fa parte Bagno a Ripoli, e del Valdarno.

Il campione – Il 91% degli intervistati è italiano, il 77% vive con i genitori (il 16,5% con un genitore), il 78,9% studia.

Quante volte – Il 40,4% del campione beve alcol nel fine settimana, il 31,9% ha un consumo inferiore ad una volta a settimana; il 3,6% consuma alcol tutti i giorni.

Dove – La parte del leone la fanno i locali notturni dove dichiara di bere alcolici il 68,1% dei giovani; al secondo posto, con il 50,3%, casa di amici; al terzo, con il 47,3%, bar e circoli. La disamina per età fa emergere una grave responsabilità da parte dei locali: il 51,2% della fascia di età 13-15 anni e il 76% della fascia di età 16-17 dichiara di consumare in quel contesto bevande alcoliche. Il 61,9% della fascia 13-15 e il 60% della fascia 16-17 indica bar e circoli. Eppure la legge vieta di somministrare alcolici ai minorenni, ma risulta evidente dall’indagine che questa norma è ignorata da molti esercizi pubblici.

Vino e birra – Il consumo giornaliero di bevande alcoliche mostra che la birra e largamente diffusa già in adolescenza: più del 35% degli under 21 ne beve almeno una al giorno. Il consumo di un bicchiere di vino al giorno aumenta gradualmente con il crescere dell’età, passando dal 19% dei ragazzi tra 13 e 15 anni al 54% della fascia 22-30.

La sbornia – Il 43% del camione dichiara di aver avuto almeno un episodio di binge drinking negl ultimi 30 giorni. Ma c’è addirittura un 3,5% che ne ha avuti 6 o più.

La prima volta – Il maggior numero di intervistati ha dichiarato di aver bevuto alcol la prima volta a 11 anni (15,6%), segue la risposta 14 anni (14,5%) e 13 anni (9,3%).

Perchè si beve (potevano essere date più motivazioni) – Divertimento (57,6%), piacere (44,2%), per il gusto (43,5%), relax (22,7%), socialità (21,5%), per essere più disinibiti (17,9%), per evadere dalla realtà (9,2%), curiosità (9,0%).

Percezione del pericolo – I giovani che bevono si rendono conto dei rischi? Pare di no. Alla domanda “senti la necessità di ridurre il bere” ha risposto “no” il 69,1% degli intervistati. Eppure il 63,6% ha ammesso di essersi trovato in situazioni imbarazzanti a causa dell’alcol.

Alla guida – Il 46,2% degli intervistati ha la patente per l’auto, il 20,3% per il motorino. Il 68% dichiara di non aver mai guidato dopo aver bevuto alcolici, il 29,5% invece sì. Il 47,7% dichiara di non essere mai montato su un’auto guidata da un conducente sotto l’effetto di alcol, il 50,9% lo ha fatto.

Lo studio è stato presentato oggi alla biblioteca comunale di Bagno a Ripoli. Ad illustrare i risultati, accanto ai rappresentanti di Coop 21 e Ideazione, erano presenti il sindaco Francesco Casini, presidente della Conferenza dei sindaci della Zona fiorentina sud-est, gli amministratori del territorio e i referenti delle Aziende Usl Toscana Centro e Usl 8 Valdarno. “Da alcuni anni – ha detto Casini – a Bagno a Ripoli abbiamo messo in campo un progetto di prevenzione e contrasto all’abuso di alcol, dal titolo ‘Save the night’, che sta dando risultati interessanti. Il venerdì sera gli operatori di strada di Coop21 sono presenti alla discoteca dell’Antella, i cui gestori sono attenti al problema e non puntano a vendere un cocktail in più, con iniziative di sensibilizzazione. Sono centinaia i ragazzi e le ragazze che si sottopongono volontariamente al ‘palloncino’, molti neopatentati. E se sono positivi, prima di mettersi in auto, ottengono acqua, crackers e sostegno finché il tasso alcolemico non scende. La ricerca dice che ci stiamo muovendo sulla strada giusta, prevenzione e non solo repressione”.

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