Contributi del Comune alle associazioni e trasparenza: “battaglia” in Consiglio comunale. Massari: “Tutto in regola”, Redini: “Ci sono figli e figliastri”

Il Consiglio comunale riunito nell’inedita sede della biblioteca comunale per i lavori in corso nella sala Falcone e Borsellino

La “battaglia sulla trasparenza” è andata in scena nella seduta dell’ultimo Consiglio comunale di Bagno a Ripoli, mercoledì 31 gennaio. Al centro della polemica tra la consigliera Sonia Redini, di Cittadinanza attiva, e l’assessora alla cultura Annalisa Massari, i contributi che il Comune concede alle varie associazioni del territorio. “Vogliamo capire i criteri di assegnazione e chi decide i benefici economici – ha chiesto Redini – È una questione di trasparenza”. Il caso nasce da una segnalazione che Cittadinanza attiva ha ricevuto dall’Accademia musicale Ars Nova, nella quale si lamentava una

Sonia Redini

forte disparità di trattamento e promesse per sede ed esibizioni pubbliche, poi non mantenute. La consigliera Redini ha quindi snocciolato una serie di cifre per dimostrare una certa giungla nei finanziamenti concessi nel corso degli anni: “Di fronte ai 1.500 euro, dati nel 2014, all’associazione Giostra della Stella – Palio delle Contrade, che sono diventati 15.000 nel 2017; ai 600 del Comitato “Vivere all’Antella” del 2014, poi passati a 8.700 nel 2016 e 5.600 nel 2017; agli 8.000 euro della Filarmonica “Cherubini” del 2014, diventati 12.000 nel 2015 (usati per l’acquisto di strumenti per il progetto musicale con le scuole ndr) e scesi a 4.000 nel 2017, solo per citare qualche esempio, restano aperte delle domande: dov’è la trasparenza? Chi autorizza queste spese? Perché si tratta di denaro pubblico e dev’essere chiaro a chi viene destinato, perché viene concesso e cosa ne viene fatto”.

E siccome il regolamento in materia risale al 1991, Redini ne ha chiesto la modifica per prevedere l’istituzione di una commissione composta da Consiglieri comunali, in rappresentanza di tutte le forze politiche, per garantire imparzialità e parità di trattamento, sia fra i soggetti che richiedono i finanziamenti sia fra le attività che vengono riconosciute come meritevoli di sostegno.

Richiesta bocciata dalla’assessora Massari perché “vorrebbe dire andare contro ciò che prevede la legge”. Anche se ha ammesso che “il regolamento è sicuramente datato, tanto che più volte gli uffici hanno avviato la sua revisione ma al momento non c’è stato il tempo di portarla a termine”.

Annalisa Massari

Massari invece ha rigettato le accuse di scarsa trasparenza illustrando i criteri usati da’Amministrazione comunale per concedere finanziamenti:
a) pubblicazione all’inizio dell’anno finanziario di un avviso in cui si chiede quali associazioni vogliono svolgere iniziative in aree private o pubbliche;
b) predisposizione di un calendario delle attività programmate dal Comune o dalle associazioni private;
c) monitoraggio ed assistenza durante l’anno da parte degli uffici e degli assessori sulla concreta attuazione del programma;
d) patrocinio del sindaco e comunicato stampa per ogni evento, inserimento dell’iniziativa nella newsletter, agevolazioni per l’affissione (previste dal regolamento);
e) nuovo avviso nel mese di ottobre/novembre per chiedere il rendiconto delle iniziative effettivamente svolte e contemporanea eventuale richiesta di contributo;
f) la valutazione per la misura del contributo è svolta dal dirigente competente per materia (cultura, promozione del territorio e turismo) sulla base del rendiconto fornito in termini di quantità della spesa complessiva e di coinvolgimento della popolazione, di promozione dell’immagine del comune come (“in maniera generica, è vero”) già esplicitato nell’avviso.

La risposta dell’assessora Massari è stata occasione anche per avere il quadro dei locali di proprietà comunale concessi in comodato d’uso “modale” ad associazioni: a) il gruppo scout che occupa una porzione dell’immobile “Le Corti” e qui svolge funzione di vigilanza e che è pronto a lasciare l’immobile a seguito dell’eventuale vendita; b) l’Associazione Palio delle Contrade e Giostra della Stella che occupa una stanza dello stesso immobile per custodire i vestiti; nelle stanze limitrofe sono custoditi i gazebo di proprietà del Comune che noleggiamo alle associazioni che lo richiedono; la stessa associazione usa l’area di via Pierattini come rimessaggio dei materiali; si sta preparando il nuovo contratto di comodato “modale” scaduto e sarà previsto un nuovo comodato anche per l’Associazione Contrada Alfiere che occuperà una porzione libera della stessa area di via Pierattini in cui sono ospitati anche materiali del Comune; c) l’Associazione Animae Voces ha contratto di locazione un giorno alla settimana di una stanza del complesso che ospita il Teatro Comunale di Antella; d) la Filarmonica Cherubini ha un contratto di locazione per un giorno la settimana di una stanza più grande: il contratto è scaduto e viene prorogato di anno in anno; d) le stanze al piano primo del Teatro Comunale di Antella vengono utilizzate occasionalmente dal Comitato Vivere all’Antella e dall’Associazione Mazzon; e) Al Centro Civico di Ponte a Ema sono ospitati l’Auser di Bagno a Ripoli con contratto agevolato e la Pubblica Assistenza “Croce d’Oro di Ponte a Ema”.

“Questa risposta – ha chiosato la consigliera Redini – non dissipa i dubbi sul fatto che a Bagno a Ripoli ci siano ‘figli e figliastri’ ed un sistema di prebende – elargite un po’ a tutti, ma a qualcuno di più – senza un’organica visione di iniziative e manifestazioni”.

 

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