Il segretario comunale Pignotti: “A Bagno a Ripoli il Pd ha retto bene, pronti alle Comunali del prossimo anno con la conferma del sindaco Casini”

Secondi il Italia per una manciata di voti. Il Pd di Bagno a Ripoli alla Camera ha raggiunto la percentuale del 42,63%, al Senato del 43,92%. E’ il secondo miglior risultato a livello nazionale dietro Pontassieve, dove i democratici hanno spuntato uno 0,63% in più alla Camera e uno 0,27% in più al Senato. Il segretario comunale ripolese Francesco Pignotti è combattuto fra la soddisfazione del risultato locale e la delusione di quello complessivo: “A Bagno a Ripoli abbiamo tutti lavorato sodo e bene, partito e amministrazione comunale. Ma niente brindisi, non mi sembra il caso”. Il primo bilancio sarà fatto martedì 13 marzo nell’assemblea comunale convocata, alle 21, al Crc Antella.

Francesco Pignotti

Nel dibattito nazionale su un eventuale appoggio al M5S per il governo tu come ti schieri?

Assolutamente contrario. Le idee che abbiamo sostenuto durante la campagna per il referendum istituzionale non sono morte con la sconfitta: chi vince governa, chi perde fa l’opposizione. Un punto fondamentale del nostro programma era combattere gli estremismi e non dimentico come il M5S ha trattato il Pd in questi anni. I cittadini, col voto, ci hanno messo all’opposizione e lì dobbiamo stare, pena la scomparsa del Pd.

E se il presidente Mattarella fa un appello al senso di responsabilità?

Massima fiducia nell’istituzione e nel profilo politico di Mattarella. So che saprà gestire la situazione nel modo migliore, ma so anche che il Pd starà all’opposizione.

Quindi le esigenze del partito vengono prima di quelle del Paese

Non sono d’accordo. L’esigenza del Paese è avere due tipi di forze politiche  differenti, Una ha vinto, e a quella tocca governare. Questo vuole il sistema, questo vuole il Paese.

Quali sono stati gli errori di Renzi?

Ci vuole tempo per fare le analisi. Non mi piacciono fatte a caldo. C’è in tutta Europa, e anche oltre, una ventata populista e sovranista a cui dovremo rispondere. Errori ci sono stati ma il Pd ha portato il Paese da un punto di crisi ad uno con dati economici tutti in positivo. Tra un po’ di tempo verrà dato atto della bontà delle riforme del nostro governo.

Renzi deve uscire di scena?

L’ha già annunciato lui dicendo che farà il senatore semplice.

Ma per il Pd Renzi è ancora una risorsa o un impiccio?

Non può essere un impiccio perché si è dimesso. Credo che Renzi abbia delle capacità, per cui comunque sarà una risorsa.

Avete brindato per il risultato del Pd a Bagno a Ripoli, secondo risultato in Italia?

Si brinda male in questa situazione. Peccato per il secondo posto, per molte ore durante lo spoglio siamo stati primi. Poi a Pontassieve sono arrivati i voti di una sezione del centro e da noi quelle delle sezioni di Rimaggio e la posizione si è invertita.

Rispetto alle Politiche del 2013 avete perso “solo” il 6% circa, ma rispetto alle Comunali del 2014 c’è un crollo di quasi 20 punti: il 5% è emigrato verso Liberi e Uguali ma il resto?

Non si può confrontare un’elezione politica con una amministrativa, ci sono dinamiche diverse. Il risultato del Pd a Bagno a Ripoli dipende dalla buona amministrazione che il sindaco e la giunta stanno facendo e cittadini, anche alle politiche, ne tengono conto quando votano. A  questo va aggiunto un partito ricostruito e unito. I risultati pagano.

Come spieghi la Lega all’11%? Qui non c’è il problema immigrazione.

A Bagno a Ripoli il M5S ha il secondo dato più basso di tutta la provincia di Firenze e uno dei più bassi in Toscana. Qui la Lega ha il quinto dato più basso di tutta la Toscana. Ma c’è un trend nazionale da considerare. Bisogna chiedersi perché chi si sente ultimo, fino a un certo punto votava sinistra e ora vota Lega. A Bagno a Ripoli il problema immigrazione non c’è ma la gente lo percepisce sulla base di quello che vede in tv e, soprattutto, per quanto legge dalla mattina alla sera sui social.

Tra breve ripartirà la campagna elettorale: nel 2019 si vota per il Comune. Come la imposterete? Il Pd ripunta su Casini sindaco?

Assolutamente si. Si riparte da come è amministrato il Comune. E’ sotto gli occhi di tutti che si è lavorato bene nella gestione dei problemi quotidiani come delle grandi opere e nel saper sfruttare tutte le risorse messe a disposizione dal governo. Per questo non c’è dubbio che il candidato sindaco sarà di nuovo Francesco Casini.

Quali sono i rapporti con LeU? Avversari o alleati?

LeU dalla Regione in giù è un alleato. Per quanto ne so rimarrà in maggioranza, ma va chiesto a loro.

Il Pd all’opposizione può ricompattarsi e riassorbire LeU?

Non lo so, anche questo va chiesto a loro.

Quando inizierete a lavorare per la campagna elettorale?

Mai smesso. Siamo già in campagna elettorale. Ci aspetta un grande lavoro fra la gente. Ora l’impegno è rivolto all’organizzazione della prossima Festa dell’Unità a Capannuccia: un luogo dove far incontrare i cittadini per parlare del territorio e dei loro problemi.

 

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