Da Stati Uniti, Canada e Australia per cenare all’Antella da Mirella, la chef della porta accanto

Mirella Calvelli e Stefano Martinelli nel giardino della loro abitazione in via Parri all’Antella

Arrivano soprattutto da Stati Uniti, Canada e Australia, ma anche da Francia e Germania. A scoprire l’Antella, di cui non avevano mai sentito parlare prima, li ha portati la gola. Il loro scopo è sedersi a tavola con la chef Mirella, magari per gustare piatti preparati insieme durante una coinvolgente lezione di cucina toscana. Mirella Calvelli, antellese doc da generazioni, 56 anni ben portati, ha la verve di una ragazzina. Da qualche anno, insieme al suo compagno Stefano Martinelli, pure lui cuoco, ha deciso di battere la strada delle cene a domicilio o organizzate a casa propria, in via Parri.

Mirella in azione ai fornelli

Il suo curriculum parte dagli studi all’Istituto alberghiero Saffi, per passare da due hotel prestigiosi come il Villa San Michele a Fiesole e Villa la Massa a Bagno a Ripoli. Una pausa nell’attività dopo la nascita dei figlie ed eccola di nuovo in pista con la sua passione, prima al Caffè degli Artisti a Firenze, poi alla grande ristorazione con l’assunzione alla Camst nel 2004. “Un’occasione che mi ha dato modo di accrescere e ampliare le mie conoscenze – racconta Mirella – Ho frequentato tutti i corsi di aggiornamento che mi sono stati offerti, così ho ottenuto dalla Regione l’abilitazione all’insegnamento di cucina e cultura italiana per gli stranieri. La Camst è stata una grande esperienza, però lì è come lavorare nell’industria, io invece mi sentivo artigiana. Ho iniziato collaborazioni con catering per matrimoni e eventi e mi sono fatta anche un’esperienza di lavoro sul campo”.

Intanto ha incontratato Stefano, con un passato in un ristorante di Capoliveri, all’Isola d’Elba, e nella cucina di Ferragamo, in Palazzo Spini Feroni: “A me piace la cucina povera, legata alla stagionalità, lì si puntava più su un livello molto sofisticato”, dice. I due iniziano a organizzare qualche cena a domicilio per amici e conoscenti. La svolta arriva quando la Scuola Canadese di via Gioberti chiede a Mirella di cucinare per i campi estivi dei bambini in Maremma. Lì fa amicizia con una americana che le svela il mondo delle piattaforme dove i turisti prenotano dagli Usa cene durante il loro soggiorno in Italia. Mirella si butta nella nuova avventura che la coinvolge al punto che, nel settembre scorso, lascia il posto fosso alla Camst per curare solo questa nuova avventura (a parte una collaborazione con il ristorante della discoteca Otel). “Finalmente mi sono sentita libera”, dice.

La piattaforma Travelling Spoon che offre le cene da Mirella

La possibilità di prenotare pranzo o cena, magari precedute da lezione di cucina, da Mirella appare sulla piattaforma Travelling Spoon. Le recensioni positive e il passa parola, che funziona pure negli States, fanno il resto. “In media ho una cena a settimana, l’agenda è più fitta da aprile e ottobre – racconta – Posso ospitare fino a otto/dieci persone. Arrivano soprattutto americani, canadesi, australiani, ma anche francesi e tedeschi. Il menù lo si concorda insieme, in base alla stagionalità dei prodotti, si può perfino andare insieme al mercato di Sant’Ambrogio a fare la spesa. Poi si preparano i piatti lavorando fianco a fianco in cucina: gli insegno a fare gli gnudi o la pasta fatta in casa o lo spezzatino rinascimentale. Ricette gustose ma tutto sommato semplici, che possono provare a rifare quando torneranno a casa. Escono sempre entusiasti. Appena rientrano nei loro Paesi mi chiedono l’amicizia su Facebook e mi mandano le foto dei piatti che hanno provato a replicare”.

“Nonostante viva qui da sempre, pochi in paese sanno di questa mia attività, non mi sono mai esposta. Forse per paura di essere giudicata”, confessa. Ma ora anche questa remora sembra essere caduta. Ecco Mirella, la chef della porta accanto, più conosciuta a New York che all’Antella.

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