La celebrazione della Liberazione di Bagno a Ripoli nel ricordo del martire Carlo Borrani

Carlo Borrani

Sarà dedicata al martire antifascista ripolese Carlo Borrani la celebrazione 2018 della liberazione di Bagno a Ripoli dal nazifascismo (4 agosto 1944), che prevede anche la proiezione del documentario francese “I partigiani del treno fantasma”, di Jorge Amat.

Il Comune di Bagno a Ripoli e l’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) comunale, sezione Pietro Ferruzzi, ricordano il 74° anniversario della Liberazione di Bagno a Ripoli, avvenuta il 4 agosto 1944, con l’iniziativa 1944-2018: “Ora e sempre Resistenza”, che si svolgerà sabato 4 agosto, secondo il seguente programma:

  • Palazzo Comunale, piazza della Vittoria, ore 8.30, Deposizione Corone presso i Cippi del territorio (Porta della Memoria, I Ponti/Capoluogo; Doriano Galli, Grassina; Giardini della Resistenza, Antella). Partecipa il sindaco Francesco Casini.
  • “Bagno Balena”, Casa del Popolo di Grassina, ore 21.15: “Carlo Borrani: da Grassina a Dachau. Storia di un martire antifascista”. Intervengono il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini; Luigi Remaschi, sezione Pietro Ferruzzi Bagno a Ripoli; Tania Borrani, nipote di Carlo Borrani. A seguire, proiezione del documentario “I partigiani del treno fantasma”, di Jorge Amat, nella versione italiana curata da Cristina Corti e Giacomo Quinti.

Carlo Borrani, classe 1899, si iscrive giovanissimo al Partito Socialista Italiano, per aderire poi, con la scissione del 1921, al Partito Comunista d’Italia. Esiliato a Cannes per le persecuzioni politiche, dopo alcune vicissitudini, il 10 dicembre 1941 viene arrestato dalla polizia francese, in quanto “soggetto sospetto e pericoloso” per il governo collaborazionista di Vichy. La sua destinazione è la prigionia presso la caserma Gazan di Antibes. Il 18 gennaio 1942 viene trasferito nel campo di Le Vernet d’Ariège, che, dopo lo sbarco in Normandia (6 giugno 1944) passa dai francesi ai nazisti. Carlo, insieme ad altri 750 prigionieri, viene caricato su un treno che parte per Dachau il 30 giugno, il cosiddetto “treno fantasma”, che arriva a destinazione solo il 28 agosto, dopo un viaggio di addirittura due mesi, nonostante la distanza da percorrere sia di 1.300 km. Carlo avrà la matricola 94370. Muore presumibilmente il 30 luglio, benché una sentenza lo dichiari deceduto il 12 febbraio 1945. Nel 1949, il Ministero della difesa nazionale gli conferisce il grado di sergente della Resistenza interna Francese e nel 1951, per decisione del Ministero degli ex-combattenti e delle vittime di guerra, viene dichiarato “Morto per la Francia”.

“Quest’anno la celebrazione della liberazione di Bagno a Ripoli dal nazifascismo – dichiara il sindaco Francesco Casini – porta con sé il valore aggiunto della narrazione della vicenda di Carlo Borrani, martire antifascista originario di Grassina, rimasta finora circoscritta alla conoscenza dei familiari, o poco più. Il 4 agosto, grazie alle testimonianze di alcuni parenti e alla prima proiezione ripolese (e probabilmente anche italiana) del film ‘I partigiani del treno fantasma’, di Jorge Amat, potremo conoscere e rendere onore al sacrificio, lasciatemelo dire, di uno di noi, di un uomo che aveva idee e princìpi politici e morali improntati all’eguaglianza e alla libertà e che ha pagato la sua coerenza con il sacrificio della vita. È bene che non si disperda la memoria di persone come Borrani, portatrici di quel capitale umano che è la vera ricchezza della nostra storia e della nostra società. Esempi come il suo, martìri come il suo, possono oggi servire alle generazioni più giovani e a tutti gli antifascisti per interiorizzare ancor più nel profondo i valori della Resistenza e della Verità. Con questo spirito abbiamo impostato l’iniziativa del 4 agosto, anniversario della liberazione di Bagno a Ripoli. Conoscere e imparare cosa accadde ormai tre quarti di secolo fa a persone e giovani come noi che credevano e lottavano per un futuro migliore è fondamentale per preservare un presente democratico e consapevole e per costruire un futuro che sia sempre libero e antifascista grazie alla conoscenza. Nel nome della memoria, della cultura e della libertà ribadiamo il nostro ‘Ora e sempre Resistenza’ e invitiamo tutti i cittadini ad essere presenti”.

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