Ripolese colpito da un fulmine in spiaggia: il racconto della moglie

La spiaggia del parco della Sterpaia

Vivo dopo essere stato colpito da un fulmine ed essere andato in arresto cardiaco. E’ accaduto ad un uomo che stava prendendo il sole su un’amaca, sulla spiaggia di Mortelliccio nel parco naturale della Sterpaia (comune di Piombino). Andrea Bartoli, 48 anni, di Bagno a Ripoli, è salvo grazie alla presenza di due medici che si trovavano poco lontano per altri motivi e che hanno iniziato subito le manovre di rianimazione e il massaggio cardiaco che è durato per un quarto d’ora.

Sul posto è poi arrivato l’elicottero Pegaso del 118 dal quale altri sanitari si sono calati con il verricello: dopo averlo stabilizzato lo hanno trasferito all’ospedale di Grosseto. Le sue condizioni sono gravi ma non è in pericolo di vita.

Questo il racconto della moglie Francesca raccolto dal quotidiano ‘il Tirreno’: “Erano circa le 15, ci trovavamo all’interno del parco naturale di Sterpaia. Andrea era sdraiato su un’amaca, tesa tra due alberi. Ed io ero seduta a terra, su uno stuoino: ero a due metri da lui. Ad un certo punto abbiamo sentito due-tre gocce di pioggia. Un amico ha chiesto: che si fa? Se ci fossero state nuvole minacciose saremmo andati via, ma vedevamo il cielo sopra al mare ed era ancora azzurro… E’ stata una cosa pazzesca, ho visto un bagliore e la nostra amica, che era sdraiata su un’amaca accanto a quella di Andrea, schizzare via. Lui invece era a terra, immobile. Sono cominciate le urla, gridavamo tutti e dalla spiaggia sono arrivati i soccorsi. Noi eravamo proprio nel mezzo del parco e per l’accesso c’è una sola stradina sabbiosa. L’ambulanza ha dovuto fare un lungo giro. È arrivato anche Pegaso, l’elicottero della Regione per il soccorso, e il medico si è calato ma c’era molto vento, erano in difficoltà. Dalla spiaggia sono arrivano tanti bagnanti e tra di loro c’erano due medici. Mio marito era in arresto cardiaco e sono stati loro a stabilizzarlo. Un medico e un anestesista della rianimazione di Livorno gli hanno fatto un massaggio al cuore di un quarto d’ora. Lo hanno salvato ed io non so neppure chi siano. Se non fosse stato per loro, mio marito… non c’era più».

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