Nano Campeggi, l’ultimo applauso e l’ultimo bacio (fotogallery)

L’ultimo bacio a Nano dalla moglie Elena, sotto lo sguardo del figlio Giovanni Battista

Il bacio della moglie Elena sulla bara e l’applauso della tanta gente che affollava la chiesa della Pentecoste, mentre il feretro veniva portato verso il piccolo cimitero di Quarto. E’ stato così l’ultimo saluto a Nano Campeggi, scomparso ieri all’età di 95 anni, che ora riposa in pace a poca distanza dalla sua casa in via Rosai, dove viveva dagli anni Sessanta.

Presenti in chiesa i gonfaloni dei Comuni di Bagno a Ripoli, Marciana (Isola d’Elba) dove Campeggi trascorreva le vacanze nella sua casa di Pomonte, Piancastagnaio, per il quale aveva disegnato il Palio, e Pontassieve, che gli aveva dedicato una grande mostra quelache anno fa. Per il Comune di Firenze è intervenuto il sindaco Dario Nardella che ha avuto un lungo abbraccio con Elena Renzoni, moglie di Campeggi, e col figlio Giovanni Battista. Accanto a lui la vicesindaca di Bagno a Ripoli, Ilaria Belli (oltre alle assessore Massari e Cellini), in rappresentanza del sindaco Casini impossibilitato ad essere presente di persona, i rappresentanti dei Comuni di Marciana e Pontassieve. Fra il pubblico l’ex direttore degli Uffizi, Antonio Natali, il compositore Beppe Dati, l’attore della Compagnia delle seggiole, Fabio Baronti, il disegnatore Sergio Staino, il senatore Riccardo Nencini, la presidente della commissione cultura del Comune di Firenze, Federica Giuliani, insieme a tanti amici di Nano e di Elena.

“Era doveroso essere qui oggi – dice Gabriele Gentili, consigliere comunale di Marciana – Nella nostra sala consiliare c’è un grande disegno realizzato da Campeggi che raffigura i paesi di Marciana e Poggio visti dal mare. Credo che ogni abitante della frazione di Pomonte abbia un ciottolo con un suo disegno e la firma ‘Nano’. Lui li raccoglieva, ci disegnava sopra qualcosa e li regalava”.

“L’eredità più bella che ci lascia Silvano, oltre ai suoi disegni – ha sottolineato don Andrea dall’altare – è il suo sorriso. Era un uomo felice che non si è mai ripiegato su se stesso e ha vissuto la vita fino in fondo. Trasmetteva gioia e serenità”. In un breve intervento il figlio Giovanni ha voluto ringraziare tutti gli intervenuti: “Le persone ci hanno riempito il cuore con il loro affetto”, oltre ai medici e agli operatori dell’Ospice di San Felice a Ema dove Campeggi si è spento insieme alla sua “matita magica”.

Questo il ricordo di Silvano Campeggi letto dal pulpito, con visibile commozione, dalla vicesindaca Ilaria Belli:

Caro, dolce, Nano, è stato un grande onore, un privilegio conoscerti, uno di quei privilegi che a volte la vita ci riserva come doni preziosi. 
Nano, hai fatto veramente tanto per la cultura, per il cinema, per l’arte a livello mondiale, e tanto tanto tanto per la ‘tua’ Bagno a Ripoli, dove hai vissuto fin dagli anni ’60. Forse da qui guardavi meglio e con più saggio distacco la tua amata Firenze? Chissà, certo è che per la nostra comunità hai dato e fatto molto: per le sue bellezze artistiche, per le associazioni, per le iniziative dell’amministrazione comunale, per la sua vita culturale, per le persone. 
E intanto creavi. Sei partito nel dopoguerra disegnando il cinema, rendendo in uno schizzo, in un manifesto, l’idea e l’emozione di due ore di storia, di passione, di immagini, di sentimenti, di colpi di scena, di musica, di cinema, appunto: qualcosa di assai simile ad una scommessa. Una scommessa con se stessi e con l’arte, che tu hai scelto di giocare e, senza ombra di dubbio, hai ampiamente e meritatamente vinto. 
“Erano momenti duri quelli della Firenze del dopoguerra – ci hai spesso raccontato -. Avevo poco più di vent’anni. Un giorno Firenze mi restò stretta, feci il salto e andai a Roma. Il cinema era sempre stato il mio pallino e le aziende grafiche per cui lavoravo stampavano per il cinema. Partii su un treno fitto fitto di gente in piedi. Ci volle una giornata intera di viaggio. A Roma andai a trovare i vecchi gloriosi cartellonisti, i miei maestri. Fra essi Carminati, che aveva studiato a Firenze, il quale mi guardò subito con occhio benevolo. Da loro ho avuto un buon appoggio e i primi consigli, che ho messo a frutto a modo mio per il mio esordio: “Aquila nera”, di Riccardo Freda, del 1946, con Rossano Brazzi e Gino Cervi, secondo incasso della stagione. Diventai importante anch’io! Poi sbarcarono gli americani e fui presentato alla Metro Goldwyn Mayer: con loro ho cominciato e con loro sono rimasto trent’anni!” 
Da lì e da te, Nano, sono nati i manifesti di “Casablanca”, “Ben Hur”, “Via col vento”, “Un americano a Parigi”, “Bambi”, e tanti altri. E poi le serate e il lavoro in teatro con Garinei e Giovannini, Totò, Eduardo, Carlo Dapporto, Juliette Greco, Pier Paolo Pasolini. E gli incontri indimenticabili con Marilyn Monroe ed Elizabeth Taylor. 
Dopo il cinema è venuta la pittura, dai sassi di granito delle spiagge dell’isola d’Elba fino ad un’esplorazione originale delle potenzialità dell’arte e ai tanti quadri: tu sei stato uno dei pochi artisti a cavallo tra ‘900 e terzo millennio a fondare il tuo lavoro su una continua ricerca di stimoli per attrarre interesse e curiosità per la tua arte. E il risultato è nelle decine e decine di esposizioni delle tue opere, in tutto il mondo. 
Un anno fa, nel luglio scorso, in una bellissima cerimonia all’Oratorio di Santa Caterina, ti abbiamo consegnato consegnato con piacere, orgoglio ed emozione le ‘Chiavi della Città’, per ringraziarti di avere portato il nome di Bagno a Ripoli nel mondo e per la tua presenza costante ed attenta, come dicevamo prima, alla vita culturale della nostra comunità, che, nel 2010, ti aveva dedicato la grande mostra “Verso Campaldino. dal Pian di Ripoli alla battaglia”, sempre all’Oratorio di Santa Caterina. 
Come ha detto anche il sindaco Francesco Casini, Nano, “sei sempre stato una persona solare, disponibile e generosa, una presenza che ci mancherà terribilmente”. È stato bellissimo conoscerti e un piacere condividere con te e con la tua splendida signora Elena, che abbracciamo forte forte, un pezzo importante della nostra vita. 
Ciao Nano, resteranno sempre nei nostri cuori il tuo sorriso, il tuo amore per Bagno a Ripoli e la tua indimenticabile matita. Buon viaggio! Elena, ti voglio bene! 

 

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