Enrico Zoi, storico addetto stampa di Bagno a Ripoli, lascia il Comune

Enrico Zoi al suo (ormai ex) posto di lavoro nella segreteria del sindaco

Nel suo cuore (a parte la famiglia) ha due grandi amori: la Fiorentina e il cinema. E una passione: scrivere. E’ autore di libri e testi su entrambi gli argomenti. Ma nella sua carriera professionale ha usato fiumi di inchiostro, o meglio nastri da macchina scrivere prima e bit via intener da un po’ di anni, per raccontare al mondo cosa accade a Bagno a Ripoli. Enrico Zoi è lo storico addetto stampa del Comune. Dalle sue mani sono passati migliaia di comunicati. Si può dire che è la voce di Bagno a Ripoli, o meglio lo era, perché oggi, venerdì 14 settembre, è il suo ultimo giorno di lavoro qui, ma non va in pensione.

Enrico, come mai lasci il Comune?
Lascio non a cuor leggero sono entrato qui la prima volta nel marzo 1985. E’ la mia vita professionale. Purtroppo ho problematiche familiari che mi portano a dover essere più vicino a dove abito, nel Quartiere 4. Da lunedì 17 sarò in forza alla Direzione cultura, sport e Quartieri del Comune di Firenze.

Come arrivasti a Bagno a Ripoli?
Volevo fare il servizio civile, qui c’era un posto e quello fu il primo contatto. In quel periodo c’erano concorsi e i Comuni assumevano. Riuscii ad entrare come collaboratore amministrativo.

Hai subito fatto l’addetto stampa?
No, solo dalla metà degli anni ’90 quando a Bagno a Ripoli fu aperto primo ufficio relazioni col pubblico della provincia di Firenze. Da allora ho iniziato a fare l’ufficio stampa in maniera organica con almeno un comunicato al giorno, prima era un compito saltuario.

Ha lavorato con sei sindaci, con chi ti sei trovato meglio?
Risposta difficile, mi sono trovato bene con tutti amche se in modo diverso, sono un diplomatico.

Esaminiamoli uno per uno. Riccardo Degli Innocenti.
A lui mi sono solo presentato, era a fine mandato.

Giancarlo Girolami.
E’ stato la scuola. Sotto di lui, grazie anche al supporto di Marina Ristori della segreteria, ho imparato molto, soprattutto il modo di agire politico. Un po’ distaccato come carattere.

Mauro Zampoli.
Siamo diventati amici. C’è stata una forte empatia, un legame personale. Carattere esuberante, con lui mi sentivo di osare di più nella forma dei comunicati stampa.

Giuliano Lastrucci.
Un periodo bellissimo, era appassionato di De Andrè e mi fece organizzare, insieme a Philippe Chellini e alla scomparsa Santina Di Mauro, una manifestazione con le scuole per ricordarlo. Io, Philippe e Santina ervamo appassionati di canzoni d’autore. Riuscimmo a organizzare “Facciamo canzone” e fu un successo. Dentro era un po’ anarchico come me.

Luciano Bartolini.
In realtà è stato il primo contatto con Bagno a Ripoli: da obiettore all’ufficio sport trovai lui che era ssessore. I dieci anni da sindaco hanno rafforzato l’intesa. Grandissima collaborazione. Si parlava di tutto perché era curioso e ovunque andasse prendeva chilometri di appunti.

Francesco Casini.
Abbiamo interessi diversi ma anche età diverse, potrei essere suo babbo. Però il lavoro con lui mi è servito molto, perché mi ha stimolato ad aumentare la mia presenza sui social e ha influenzato il mio stile di scrivere i comunicati. Direi che ha modernizzato il mio modo di lavorare.

Passiamo alle tue passioni: Fiorentina o Cinema?
Mi metti in difficoltà. La passione emotiva e irrrazionale è la Fiorentina. Il cinema è una passione strutturata, difficilmente passo un giorno senza aver visto un film o un’episodio di serie televisiva.

Intervista impossibile Julinho o Totò?
Totò

Intervista possibile Scarlett Johansson o Batistuta?
Ci pensa… Di persona Scarlett Johansson, ma sono più in difficoltà.

Vediamo se è il fascine femminile che ha fatto prevalere il cinema: Woody Allen o Batistuta?
Woody Allen.

Allora vince sempre il cinema.
Di calcio sono  solo uno spettatore, il cinema lo seguo in modo più organico e approfondito.

Come vuoi che ti ricordino i colleghi di lavoro? Ma non fare un epitaffio.
Spero per il carattere socievole, pacato e rispettoso. Non mi sono mai posto in modo arrogante o maleducato. E per la correttezza nella mia attività.

Da collega ho avuto modo di rapportarmi con Enrico Zoi fin dai tempi in cui lavoravo alla Città, negli anni Ottanta, poi alla Nazione e infine al Corriere Fiorentino, fino agli ultimi anni con QuiAntella. Serietà professionale, disponibilità e cortesia ne hanno sempre contraddistinto l’attività. In bocca al lupo per il nuovo incarico, Enrico,… domani è un altro giorno.

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