Ponte a Ema, frazione di frontiera, chiede più attenzione: gli impegni del sindaco

I cittadini di Ponte a Ema all’incontro con il sindaco Casini, nella sala del Circolo Acli

Ponte a Ema, frazione di frontiera, chiede maggiore attenzione e, intanto, attende a gloria la fine dei lavori ai due sottopassi autostradali per tornare alla normalità. E’ trascorso un anno e mezzo da quando Pavimental, l’impresa che sta costruendo la terza corsia, chiuse il primo dei due sottopassi con relativa rivoluzione nel traffico della frazione. “Entro la fine del mese l’intervento sarà concluso. C’è stato un po’ di ritardo perché si è approfittato del cantiere per sistemare anche le condutture dell’acquedotto che rifornisce Antella, Grassina e tutto il Chianti”, ha assicurato ieri sera il sindaco Francesco Casini, aprendo l’incontro pubblico con i cittadini. Poi, forse notando che l’assessore alle grandi opere Paolo Frezzi, accando a lui, scuoteva la testa, ha aggiunto: “Settimana più, settimana meno, ma ormai ci siamo”.

La riapertura dei due sottopassi sarà un vantaggio per tutti coloro che percorrono la Chiantigiana, ma soprattutto permetterà gli interventi di sistemazione delle aree a verde (con nuova illuminazione), del mercato e la riasfaltatura nella zona della 167 tra via Moro, via Longo e via La Malfa. La bretellina provvisoria che è stata realizzata per collegare vecchia e nuova Chiantigiana, esaurito il suo compito, sarà chiusa.

Il sindaco ha chiesto ad Autostrade di “abbellire” in qualche modo l’interno dei due sottopassi e, soprattutto, la “muraglia cinese” che è stata alzata per sostenere la nuova corsia: “Magari con un rivestimento in finta pietra – ha detto – E’ d’accordo anche la Soprintendenza. Ma per ora Autostrade pare poco disponibile”.

Il sindaco Casini e, a destra, l’assessore Frezzi

Dove non è ancora arrivato il “porta a porta”, il tema rifiuti è sempre d’attualità. Ponte a Ema sconta il fatto di essere servita dai cassonetti nei quali gli “irriducibili” di altre zone, che non si rassegnano al nuovo modo di raccolta, e anche qualche ditta, scaricano i propri rifiuti. “E’ una situazione di degrado che abbiamo presente – ha detto l’assessore all’ambiente Enrico Minelli – Ma per esterndere il porta a porta a Ponte a Ema occorre coordinarsi con Firenze sotto la cui giurisdizione cade una parte della frazione. Questo rende la soluzione del problema più complessa, altrimenti lo avremmo già fatto”. Per arginare questo fenomeno e anche per una maggior sicurezza, i cittadini hanno chiesto una telecamera di sorveglianza: il sindaco si è detto disponibile a studiare insieme a loro il posto migliore dove installarla. Altra richiesta, presentata anche in precedenti incontri, quella di avere una passerella pedonale che atrraversi l’Ema all’altezza di via Moro, per accorciare il tragitto verso la Coop.

Il sindaco ha dato spiegazioni sui lavori all’argine dell’Ema lungo via di Campigliano, sui quali molti hanno mostrato perplessità. “Per migliorare lo scorrimento del fiume si è deciso di addolcirne la curva in prossimità del cavalcavia autostradale, ricostruendo l’argine”, ha deto il sindaco. Inoltre sarà demolita la pescaia, che creava un effetto risucchio, riportando l’Ema alla sua pendenza naturale.

Un accenno allo svincolo di Ponte a Niccheri. Quando riprenderanno i lavori della Variante di Grassina, si partirà proprio da lì. I primi interventi saranno per la completa riorganizzazione della circolazione a Ponte a Niccheri, con la realizzazione di tre rotatorie in sequenza. Tra un anno quindi, se le previsioni saranno rispettate, nuova rivoluzione nel traffico.

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