Il libro antimafia sul piccolo Di Matteo, ucciso da Cosa nostra, consegnato agli alunni delle scuole Redi e Granacci

Rapito, ucciso e sciolto nell’acido. Tutto per un’unica colpa: essere figlio di un pentito di mafia che aveva iniziato a collaborare. Al terribile destino del piccolo Giuseppe Di Matteo, il dodicenne vittima di Cosa nostra la cui storia negli anni ’90 fece il giro del mondo per la sua efferatezza, è dedicato il libro di Pino Nazio che il Consiglio comunale di Bagno a Ripoli, con l’adesione unanime di tutti i capigruppo, ha deciso di donare alle scuole secondarie di primo grado del territorio.

Il volume, intitolato “Il bambino che sognava i cavalli” per ricordare la grande passione del piccolo Giuseppe per l’equitazione (Sovera Edizioni, 2010), è stato consegnato (tre copie per classe) agli studenti delle scuole “Francesco Redi” e “Francesco Granacci” stamani, sabato 9 marzo, nella sala consiliare dedicata ai magistrati Falcone e Borsellino, nel palazzo comunale, alla presenza dell’autore e del presidente del Consiglio comunale Francesco Conti. Il sindaco Francesco Casini è intervenuto con un saluto agli studenti. Presenti fra il pubblico, insieme a genitori e insegnanti degli alunni, i consiglieri comunali Andrea Bencini, Sandra Baragli, Sonia Redini e Paolo Sartoni.

Il Consiglio comunale ha acquistato una sessantina di copie del libro, che resteranno in dotazione alle scuole. Il progetto coinvolge oltre venti sezioni, tra classi seconde e terze. Pino Nazio, giornalista, già collaboratore di programmi Rai come “Chi l’ha visto” e scrittore, autore di numerose pubblicazioni dedicate ai maggiori fatti di cronaca nera degli ultimi decenni, ripercorre nel suo libro i 779 giorni in cui il piccolo Di Matteo, figlio del pentito Santino, viene tenuto in ostaggio prima di essere ucciso dai corleonesi perché il padre, dopo le stragi di Capaci e di via d’Amelio, inizia a collaborare con la giustizia.

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