Mondeggi ha festeggiato l’anno di “presidio contandino”. Assemblea alla Cdp di Grassina

Il “presidio contadino” di Mondeggi bene comune a Cuculia (guai chiamarlo banalmente occupazione) ha festeggiato un anno di attività con tre giorni di lavoro, dibattiti e musica dal vivo (c’è stato perfino un sopralluogo della Siae) che si sono conclusi oggi pomeriggio nell’assemblea pubblica alla Casa del popolo di Grassina. Buona partecipazione, oltre 200 persone, anche se poche di zona come invece auspicavano gli organizzatori. Quattro interventi di livello per toccare le molteplici sfaccettature di questa esperienza definita tutt’altro che utopica.

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Antonio Onorati, del Comitato internazionale sovranità alimentare, ha ricordato che “il diritto alla terra è ancora un diritto negato in Italia e il modello di agricoltura di Mondeggi non è uno sguardo al passato ma una visione del futuro”. Secondo Antonio Tricarico, ingegnere economista dell’associazione Re common, che ha chiamato in causa chi fino ad oggi ha amministrato i beni di Mondeggi-Lappeggi: “Non si può accettare la logica che c’è chi crea un debito e poi c’è una fantomatica comunità che lo deve ripagare. In questo modo sarebbe troppo facile fare l’imprenditore”. Giannozzo Pucci, editore e vice presidente di Navdanya International, ha descritto l’esperienza di Mondeggi bene comune come “l’attività di persone impegnate a gestire i terreni nel modo corretto per ricucire una ferita: precondizione per una democrazia diretta”. Giorgio Pizziolo, urbanista e docente di architettura, ha descritto ciò che sta avvenendo a Mondeggi come “sperimentazione, non nel senso di novità, ma di esperienza sulla quale riflettere”. Unica rappresentante delle istituzioni presente, la consigliera comunale del M5S Quirina cantini che ha proposto di sfruttare la legge regionale sulla partecipazione per elaborare un progetto condiviso per Mondeggi, alternativo alla vendita.
Quindi spazio al dibattito, che per la verità è stato più una passerella per illustrare iniziative fiorite in altre zone della Toscana e d’Italia, con qualche intervento un po’ velleitario, più che un confronto sul presidio contadino e sulle prospettive che potrà avere. Finale con applausi per una rappresentanza della ventina di giovani contadini che a Cuculia e Corte Ranieri ogni giorni sudano per strappare campi abbandonati al degrado. Chiusura sulle note di Bella Ciao, a libera interpretazione.

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