Davide-Bagno a Ripoli ferma Golia-Autostrade: il progetto delle terre di scavo sull’Isone sarà modificato

sindacoDavide-Bagno a Ripoli ferma Golia-Autostrade. Oggi la Conferenza dei servizi, riunita a Roma, avrebbe dovuto dare il via libera al progetto del Lotto 2 della terza corsia Firenze Sud – Incisa. Si tratta del tratto che comprende la galleria San Donato, negli ultimi mesi al centro delle contestazioni per la previsione di scaricare un milione e mezzo di terre di scavo sulla valle dell’Isone. Invece è stata decisa una sospensione. Nuova convocazione per il prossimo 27 maggio.

Al tavolo romano il Comune di Bagno a Ripoli si è presentato con il sindaco Francesco Casini, l’assessore all’urbanistica Paolo Frezzi e l’ingegner Andrea Focardi, dirigente dell’area governo del territorio. Allo staff di Società Autostrade è stata illustrata la delibera approvata nell’ultimo Consiglio comunale, nella quale si indicano alcune prescrizioni “non negoziabili” per attenuare l’impatto ambientale del progetto. Dopo quattro ore di confronto, Autostrade ha preso l’impegno a rivedere il proprio progetto (in particolare sulla prevenzione del rischio idraulico e la salvaguardia delle biodiversità), da qui la decisione del rinvio della Conferenza. In questo mese saranno anche valutate le richieste di opere compensative per un valore di circa 3,5 milioni di euro che il Comune di Bagno a Ripoli ha aggiunto alle prescrizioni: copertura del contributo finanziario dovuto da Bagno a Ripoli per la realizzazione della Variante di Grassina (2,2 milioni); realizzazione della pista ciclabile tra l’ospedale dell’Annunziata e Antella (185mila euro); fluidificazione del traffico in uscita dal casello di Firenze Sud con la riorganizzazione della rotonda di Ponte a Ema e la realizzazione di una rotonda tra via Chiantigiana e via di Vacciano (800mila euro); sistemazione e nuova asfaltatura di via Peruzzi e via di Ritortoli (350mila euro).

“Il nostro impegno per modificare il progetto di Autostrade è stato premiato – dice il sindaco Casini – E’ la dimostrazione che non barattiamo il territorio”.

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