Terza corsia: la Soprintendenza impone barriere trasparenti ma un po’ mimetizzate

Ci sono due notizie per chi abita lungo l’autostrada nel tratto in cui verrà costruita la terza corsia tra Firenze Sud ed Incisa ed ha camera o salotto con vista sul nastro d’asfalto: una buona e l’altra meno. Chi sperava di convincere Autostrade a installare barriere fonoassorbenti opache, per non avere ogni giorno davanti agli occhi un panorama non certo bucolico, si metta l’animo in pace: le barriere saranno trasparenti, così impone la Soprintendenza. Però nel corso dell’ultima Conferenza dei servizi, la stessa Soprintendenza ha dato indicazioni a Società Autostrade di mitigare l’impatto visivo camuffando le barriere con siepi, alberature ed arbusti. Una sorta di vedo e non vedo. Filosofia e modalità dell’intervento le spiega l’architetto Emanuele Masiello, funzionario della Soprintendenza che segue il progetto terza corsia.

Architetto, Società Autostrade sostiene che le barriere anti rumore devono essere trasparenti per una precisa richiesta della Soprintendenza?

Autostrade ci ha presentato due possibili posizionamenti per le barriere anti rumore: una lungo le carreggiate, l’altra più arretrata. Abbiamo scelto quella a mezza costa sulle colline. Certo, le barriere devono essere trasparenti, altrimenti chi transita sulla strada non vede niente.

Ma così si privilegia chi passa in quel tratto per pochi secondi rispetto a chi ci vive.

E’ un vincolo paesaggistico cinestesico a cui Autostrade si deve uniformare. Altrimenti come Soprintendenza al paesaggio che ci stiamo a fare? Quando negli anni Sessanta è stata costruita l’Autostrada del Sole si è avuto anche grande sensibilità per la valenza culturale che deve dare l’esperienza del viaggio. Alla base del vincolo c’era il godimento e la piacevolezza di chi transita per l’autostrada scoprendo luoghi nuovi. Erano concetti molto avanzati rispetto ad oggi…

Capisco, ma si metta nei panni di chi ha l’autostrada come panorama tutti i giorni.

La Soprintendenza deve tutelare l’interesse collettivo. Se accettasse di “oscurare” l’autostrada in quel tratto dovrebbe farlo poi per tutti coloro che fanno analoga richiesta. Il nostro compito è tutelare il paesaggio non ci vi abita. Non volevamo neanche queste barriere, preferendo siepi naturali, però la legge impone di diminuire il rumore e non sarebbero state efficaci. Comunque abbiamo dato indicazioni a Società Autostrade per una mitigazione.

In che modo?

Per attenuare il disagio visivo degli abitanti, abbiamo prescritto che vengano in parte coperte con vegetazione: cipressi, arbusti, cespugli.

La vegetazione sarà tra la carreggiata e la barriera o tra la barriera e le abitazioni?

Tra l’autostrada e la barriera. E quando sarà cresciuta nasconderà ancora di più la vista. Cancellare del tutto il panorama dell’autostrada è impossibile. Abbiamo fatto molti sopralluoghi, le case sono in alto, per non far vedere le carreggiate avremmo dovuto fare barriere altissime: sarebbero state un pugno nell’occhio.

Quanto saranno alte?

Fra i tre e i cinque metri. Su questo ci siamo impuntati per evitare un impatto visivo eccessivo.

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