Le penne alla pecora e il ministro Lotti: la lettera di un gruppo di militanti del Pd in difesa (di polenta e cinghiale)

Un gruppo di volontari e militanti del Pd di Bagno a Ripoli presenti (non tutti) alla serata mi ha scritto una lettera, che pubblico molto volentieri, in risposta all’articolo “Alla Festa dell’Unità di Mondeggi tirano più le penne alla pecora che il ministro Lotti”.

Caro Francesco, abbiamo letto con molta attenzione il tuo resoconto sull’incontro con il ministro Lotti di ieri sera e dobbiamo dire che abbiam notato una preoccupante sottovalutazione.
Certo, il richiamo della pecora è stato indubbiamente forte ma perché non considerare il cinghiale delle sere scorse (financo sulla pizza, peraltro), la straordinaria polenta preparata da Fiorella e Sandra o i fantastici primi al ragù di Andrea? A giudicare dai coperti fatti ogni sera, infatti, il menu è stato assai gradito in tutta la sua offerta. 
Per non parlare delle pizze. Per quanto non siamo a Napoli pare siano piaciute assai (pure quella mezza che s’è mangiato il ministro fra una telefonata e l’altra dice fosse parecchio buona!).
Insomma, Francesco, la pecora è la pecora, ma perché questa discriminazione col cinghiale?
Da un giornalista attento come te, che diamine, ci saremmo aspettati un po’ più di attenzione anche per il resto del menu.
PS. Ah, a proposito di cose ovviamente meno serie: il ministro Lotti è rimasto a Capannuccia fino oltre la mezzanotte e dopo la fine dell’intervista ha parlato con tutti quelli, certamente più di 100 persone ad ascoltarlo, che gli si sono avvicinati per chiedergli qualcosa, per saperne di più del Pd, di politiche per lo sport, di valorizzazione degli sport cosiddetti meno blasonati. Sai, noi forse siamo un po’ all’antica ma siamo più contenti di questo che se ci fossero state 10 richieste di selfie in più. Questione di punti di vista. Come sulla pecora e il cinghiale del resto.

Meri Mugellini, Francesco Conti, Francesco Torrini, Valerio Croci, Stefano Bacci, Laura Quinti, Alberto Casini, Cecilia Guerrini, Giorgio Becattini, Sandra Mazzi, Francesco Casini, Edoardo Ciprianetti, Luca Bassilichi, Graziella Ristori, Giulia Ulivi, Claudio Cecchi, Elena Agnoloni, Enrico Minelli, Annalisa Massari, Mirko Sulli, Tommaso Coppolaro, Roberta Bellesi, Paolo Viagi, Anna Lunghi, Antonello Fraghì, Gianbruno Ravenni

Caro gruppo di militandi del Pd, mi cospargo il capo di cenere e chiedo venia. In effetti ho tradito la settimana del cinghiale con saraghi al forno spaghetti al polpo. Che volete farci, il richiamo del mare… Ma mi fido del vostro giudizio. Sì, immagino che anche un piatto di penne al ragù di cinghiale (o la polenta, o la pizza) avrebbero “tirato” più del ministro Lotti (siete certi di avergli fatto un piacere a specificare questa cosa? mah…).
Invece, passando a cose meno serie. Pensate che un barboso resoconto stenografico di ciò che ha detto il ministro, avrebbe interessato i lettori? Nell’articolo c’è anche, in estrema sintesi, qualche spunto di interesse emerso dallo scontato più scontato, ma pochi lo avrebbero letto se non fossero stati attratti dal titolo, lo ammetto, un po’ birichino. Per questo il ministro Lotti dovrebbe offrirmi almeno una cena. Al ristorante della Festa, ovviamente.

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