Riccardo Francovich, una mostra per ricordare lo studioso “ripolese”

La Biblioteca Comunale di Bagno a Ripoli ricorda Riccardo Francovich, professore di archeologia medievale e studioso di fama internazionale, cittadino di Bagno a Ripoli per oltre un trentennio.

Lo fa ospitando la mostra ‘Riccardo Francovich. Conoscere il passato, costruire la conoscenza’, organizzata dal Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena, già allestita l’anno scorso a Siena, Montalcino, San Miniato, Rocca San Silvestro, Poggibonsi e Grosseto.

L’esposizione, che sarà inaugurata domani, sabato 10 febbraio, alle 17 nello Spazio Più della Biblioteca, sarà visitabile fino al 24 febbraio, nei consueti orari di apertura della biblioteca (lun-giov. 8.30-19; ven. 13.30-19; sab. 8.30-19).

Interventi di: Annalisa Massari, assessora alla cultura del Comune di Bagno a Ripoli; architetto Giuseppe Bartolini; Giovanna Bianchi (Università di Siena); Tommaso Detti (Università di Siena); Stefano Gasparri (Università di Venezia, presidente Sismed-Società Italiana degli Storici Medievisti); Maria Cristina La Rocca (Università di Padova).

“La mostra è l’occasione per ricordare la figura di un grande studioso di fama internazionale, per molti anni cittadino di Bagno a Ripoli – dicono il sindaco Casini e l’assessora alla cultura Massari -. Attraverso filmati, foto e testi, l’esposizione, che sta percorrendo i comuni in cui Francovich, fiorentino, svolse la sua opera di studioso e ricercatore, ricostruisce il suo percorso umano e intellettuale, dalle prime campagne di scavo alla fondazione della rivista ‘Archeologia Medievale’, un punto di riferimento per una disciplina al cui sviluppo egli dette un contributo fondamentale. Se ne ricordano le ricerche, i progetti e i risultati, ottenuti con un approccio innovativo e originale: per primo intuì ad esempio l’importanza dell’informatica in Archeologia. Per Francovich ricostruire storie attraverso l’archeologia significava pure animare la vita culturale e intervenire nella salvaguardia degli stessi beni culturali, un messaggio attuale, che seppe trasmettere con entusiasmo alle generazioni di studenti che lo conobbero. Apprezziamo la sua opera di innovazione e promozione della cultura, che nei nostri programmi ha un ruolo di fondamentale importanza come contributo formativo e come attenzione ai bisogni culturali della comunità ripolese”.

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