Ministro allo spiedo: Luca Lotti al mercato dell’Antella (fotogallery)

Selfie davanti al banco di Dumas e Marusca. Da sinistra: Francesco Pignotti, segretario comunale Pd; il sindaco Francesco Casini; il ministro Luca Lotti; Yvonne Vignoli titolare del banco; l’onorevole Dario Parrini

Luca Lotti ministro… allo spiedo. Dalla direttiva Bolkestein sul commercio ambulante alle pensioni, dagli sport minori ai tagli al personale nella sanità, gli antellesi non hanno avuto timori reverenziali nell’affrontare il rappresentante del governo con domande di scottante attualità. Giornata tutta ripolese per Lotti (candidato Pd nel collegio della Camera di cui fa parte Bagno a Ripoli) accompagnato da Dario Parrini (candidato al Senato), dal sindaco Francesco Casini e dal segretario comunale Francesco Pignotti. Prima tappa al mercato per il bagno di folla, a seguire incontro con gli imprenditori di due aziende del territorio: Il Gioiello e Dr. Vranjes. Quindi pranzo alla Tommasina, a Capannuccia, a scambiare due chiacchiere con i tanti operai che vanno lì a mangiare, infine visita agli impianti sportivi del Match Ball (stavolta niente calcio, si era raccomandato il ministro).

Lo ‘struscio’ fra i banchi del mercato dell’Antella ha riservato a Lotti confronti politici e battute. Molte strette di mano e un selfie con Yvonne Vignoli del  banco Dumas e Marusca (un’istituzione del mercato del giovedì) con sullo sfondo i polli infilzati nel girarrosto e nell’aria il profumo di polenta fritta. “Ministro, mio figlio fa l’allenatore di baseball – lo blocca una signora – Fa tanti sacrifici: cercate di sostenere anche questi sport”. “Ce la farò ad andare in pensione con l’Ape sociale?”, chiede un’altra. Lotti risponde a tutti cercando di essere concreto: “Niente promesse elettorali”, dice mostrando sempre un sorriso fiducioso. Imperdibile la visita nell'”antro” di Maurino. “Vede ministro, il commercio è in crisi ma io resisto”. Da lontano qualcuno si preoccupa: cosa è successo da Maurino? Ci sono auto di vigili e carabinieri. “Ministro, faccia qualcosa per il campionato: lo vince sempre la Juve…”. “Vedrete la prossima settimana i nuovi criteri di ripartizione dei diritti televisivi… Non è un provvedimento contro la Juve ma per una divisione più equa”.

Sulla scena irrompre Meri Mugellini, che si lamenta perché nel volantino elettorale del Pd che viene distribuito al gazebo non c’è alcun accenno alle donne. Poi si affianca al ministro – qui decide tutto lei, sibila qualcuno – col quale inizia a confabulare fitto fitto. Il colloquio è interrotto dall’incontro con una neo elettrice. “Mia figlia voterà per la prima volta”, spiega orgogliosa la madre. Lotti stringe la mano a Martina, giovane pallanuotista: “Non voglio fare propaganda – dice Lotti in un impeto di fair play – vota per chi vuoi, ma vota”. Immancabile la tappa alla farmacia. “Potevate avvertirmi – esordisce Anna Bischi – non mi sono sistemata i capelli”. Poi guarda il ministro: “Certo che anche lui… Comunque il sindaco è più bello”. “Ma io sono più giovane”, prova a proporsi Lotti. “Mah… comunque non mi importa”, è la replica senza peli sulla lingua. Si chiude con un caffè alla pasticceria Fiorella dove Lotti ha l’occasione di incontrare Dina, vedova di Quinto Paggetti e madre dell’assessore Walter Paggetti prematuramente scomparso: due emblemi della sinisra ripolese.

“Noto un bel clima fra la gente – chiosa Parrini – Meglio di quello che emerge dai sondaggi. Magari il nostro elettorato e meno appariscente ma sono convinto che avremo un buon risultato”. Insomma il Pd come la Dc della prima repubblica: nessuno ammetteva di votarla ma poi prendeva sempre una caterva di voti. Succederà così? Tra dieci giorni lo sapremo.

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