Variante di Grassina: iniziata la battagia legale da 8 milioni ma l’iter per riprendere i lavori va avanti

Il cantiere della Variante a Ponte a Niccheri abbandonato in attesa della ripresa dei lavori

La battaglia legale sulla Variante di Grassina ha vissuto mercoledì scorso (19 dicembre) il suo primo atto. L’impresa Sirem, estromessa dall’appalto, e la Città Metropolitana, committente dell’opera, si sono fonteggiate nella prima udienza in tribunale. La Sirem, dopo la revoca dei lavori, ha presentato ricorso in Tribunale chiedendo un risarcimento danni di 8 milioni di euro.

Sul tavolo del giudice pare siano stati presentati in realtà quattro atti distinti. Il condizionale è d’obbligo perché sull’esito dell’udienza nessuno vuole fare dichiarazioni ufficiali. Non parla il nuovo consigliere alle infrastrutture della Citta Metropolitana Marco Semplici (che a novembre ha preso il posto di Andrea Ceccarelli eletto presidente del Consiglio coumunale di Firenze): “Situazione delicata, con un’azione legale in corso”, si limita a dire. La Sirem avrebbe fornito al giudice l’atto di citazione con la richiesta danni; un ricorso al Tar relativo all’aggiudicazione dell’appalto (avvenuta circa sei anni fa), un’opposizione alla riscossione della clausola fideiussoria da parte della Città Metropolitana; una richiesta di immediato accertamento dello stato dei luoghi per evitare che possa essere modificato. Il giudice si sarebbe riservato di decidere se unificare tutto in un unico procedimento.

Il cantiere della Variante nella zona del Borro delle Argille

Tuttavia l’inizio dell’azione legale non influisce sul riavvio dell’iter per riaprire i cantieri. Qualche giorno fa il Consiglio e la Conferenza della Città Metropolitana hanno approvato il bilancio di previsione 2019-2021. Nel capitolo “viabilità” sono stati stanziati 18 milioni e 497 mila euro destinati alla Variante di Grassina). A gennaio verrà fatto lo stato di consistenza (cioè la valutazione delle opere già realizzate da scomputare dal nuovo bando), mentre a primavera – così ha annunciato il sindaco Casini mercoledì, durante la seduta del Consiglio comunale di Bagno a Ripoli – dovrebbe essere indetta la nuova gara d’appalto. “L’obiettovo è far ripartire i lavori il prima possibile”, ha sottolineato Casini.

Il nuovo bando, però, che dovrebbe ancora una volta essere indetto dalla Città Metropolitana (l’ipotesi che l’opera fosse presa in carico dalla Regione pare tramontata), dovrà essere aggiornato alla nuova normativa prevista dal Codice degli appalti recentemente entrato in vigore e prevedere un adeguamento dei prezzi. E’ possibile che questo comporti un incremento della base d’asta di 5/6 milioni che qualcuno dovrà tirare fuori (la Regione ha fatto capire di essere disponibile). Nei giorni scorsi si è parlato anche di modifiche migliorative al progetto originario, ma in questo caso si dovrebbe prevedere un nuovo passaggio in Conferenza di servizi con un notevole allungamento dei tempi. La direzione lavori che sarà affidata alla società Rina Consulting di Genova, che si era aggiudicata il relativo appalto. E’ la stessa società che dovrà dirigere i lavori di ricostruzione del ponte Morandi a Genova.

1 Commento

  1. Buongiorno,
    nell’articolo si legge…….”Nei giorni scorsi si è parlato anche di modifiche migliorative al progetto originario, ma in questo caso si dovrebbe prevedere un nuovo passaggio in Conferenza di servizi con un notevole allungamento dei tempi.” …..
    A questo proposito auspico che le modifiche migliorative si facciano a prescindere dai tempi e dai costi visto e considerato che si ammette pubblicamente che c’è margine di miglioramento all’opera e ci si adopera così tanto, come abbiamo letto dagli articoli precedentemente pubblicati, per esempio nei confronti del campo di calcio della Belmonte che comunque ricordiamo nonostante tutte le soluzioni trovate, incluso la misurazione delle polveri sottili, verrà pesantemente penalizzato. Onestamente credo che i soldi servano più alla migliore realizzazione della strada piuttosto che alla costruzione di un asilo. Come già espresso in passato più che costruire bisognerebbe attuare progetti e soluzioni eco-sostenibili, cosa che la variante purtroppo non è. Sicuramente si potrebbe migliorare il tracciato nella prima parte dell’opera ed evitare piloni e strada sopraelevata nel punto di partenza della Chiantigiana per la pace dei giovani calcianti e di chi vive nei pressi!!
    Buon Anno a Tutti e speriamo ricco di saggezza e nuove idee!

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