
Io non so più cos’è normale
O un’allucinazione
Se sono matto io
Non è che voglia litigare
Ho solo qualche osservazione
Un pensiero mio
I dubbi sulla Taric (che fastidio!)
Il parcheggio non si trova (che fastidio!)
La coda all’infopoint (che fastidio!)
La nuova sede chiusa (che fastidio!)
Tratati da questuanti (che fastidio!)
(Ditonellapiaga ci perdonerà per il piccolo plagio).
Criticare Alia è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Con una differenza: Alia non è la Croce Rossa. E allora avanti con la testimonianza.
Ieri mattina (sabato 14 marzo), verso le 11, mi sono presentato al punto informazioni dell’ecocentro in via di Campigliano. Davanti allo sportello c’erano una ventina di persone in attesa. Un solo impiegato al banco. Non ho nemmeno preso il numero: sono tornato a casa. Fine della storia, inizio delle considerazioni.
1) Cara Alia Plures (questo il “nome e cognome” completo), tenere gli utenti in coda per ore non può che esacerbare gli animi. Perché un solo sportello? Perché l’ufficio è aperto solo il sabato mattina? Eppure – mi pare evidente – gli utenti di Bagno a Ripoli si trovano in un momento delicato: con il passaggio da Tari a Taric hanno bisogno di chiarimenti e assistenza più del solito.
2) Davanti all’ecocentro c’è un mini parcheggio con cinque o sei posti auto. Nei dintorni le possibilità di sosta sono poche e sparse, e non esiste un vero parcheggio nelle vicinanze. Una mancanza grave per un luogo dove è prevedibile una certa affluenza. Sui social ho letto più volte lamentele per la sosta selvaggia nella zona: proteste comprensibili. Ma il problema, per chi deve raggiungere l’ufficio informazioni di Alia, esiste eccome. E più persone restano in coda, meno ricambio c’è nei pochi posti disponibili.

3) Nel luglio scorso il vicepresidente di Alia e il sindaco inaugurarono la sede del nuovo sportello informativo, dedicato proprio ai quesiti sulla Taric. Uffici spaziosi e un’area di sosta per le auto accanto all’ecocentro. Come mai oggi è tutto sbarrato? Non si potrebbe almeno aprire il cancello e utilizzare quell’area per il parcheggio?
4) Perché il trattamento riservato agli utenti deve essere da fastidiosi questuanti anziché da clienti? Attualmente le persone attendono il proprio turno, alcune sedute nella piccola sala d’aspetto, altre fuori in piedi, quasi sul ciglio della strada. Che piova o ci sia il solleone, zuppi o sudati, a Alia frega niente. E i nuovi locali inaugurati? Inutilizzati.
Considerazione finale.
Alia Plures è una società di proprietà pubblica: i soci sono i Comuni. Proprio per questo dovrebbe sentire ancora più forte il dovere di offrire servizi accoglienti e rispettosi verso gli utenti-clienti, invece di sfruttare la propria posizione di monopolio per ignorare disagi e disservizi.

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Sottoscrivo dalla A alla Z
Caro Matteini,devo farle i miei complimenti. Se la sua affermazione corrisponde a quello che lei crede sinceramente, è una gran brava persona. Ma le devo dire che sbaglia di grosso,se ritiene Alia S.p.A. “proprietà pubblica”. Alia,di pubblico, non ha proprio nulla. Lavora,con il pubblico. Guadagna,con il pubblico. Offre (impone) un servizio al pubblico. Ma questo è tutto. È proprietà,ma degli investitori,di quelli che comprano le azioni,quelli che pretendono di guadagnare da tali azioni. Il pubblico,quello vero,deve produrre rifiuti e conferirli correttamente,pena multe salate. Stop. Ogni altra questione è,e rimarrà, secondaria e (per loro) fastidiosa. Buon lavoro,Matteini.
La proprietà di Alia è tutta in mano ai Comuni. La struttura è di una Spa, ma il controllo è pubblico. Gli utili rientrano nelle casse dei soci, cioè i Comuni, cioè per i servizi ai cittadini. Se questo circuito sia virtuoso o meno, si può discuterne.