
Un intervento atteso e, in parte, imposto dagli eventi degli ultimi anni. Il Comune di Bagno a Ripoli ha definito il progetto esecutivo per la mitigazione del rischio idraulico della frazione di Antella, attraverso il potenziamento di una cassa di laminazione collocata a monte dell’abitato, nelle pertinenze dell’autostrada A1, poco distante dal “campo base” degli operai che lavorano alla terza corsia.
L’opera si trova in località La Colombaia, in fregio alla carreggiata autostradale, poco sopra il centro abitato di Antella, in corrispondenza del tombino idraulico TB16, uno dei principali punti di convogliamento delle acque meteoriche verso valle. Proprio questo nodo idraulico è stato più volte indicato come critico durante gli eventi di pioggia intensa che hanno provocato allagamenti nel centro abitato.
Il progetto nasce anche in seguito a una disposizione del Tribunale, che ha imposto la realizzazione di interventi strutturali per la riduzione del rischio idraulico dopo gli episodi di alluvione che hanno interessato Antella negli ultimi anni. Una prescrizione che ha contribuito ad accelerare l’iter progettuale e a rendere non più rinviabile un’opera definitiva.

L’intervento ha un costo complessivo di 310.000 euro. La copertura economica è garantita in parte da Autostrade per l’Italia, con 50.000 euro, e per la restante quota da risorse del Comune di Bagno a Ripoli.
Dal punto di vista tecnico, è previsto l’ampliamento della cassa di laminazione esistente, con aumento del volume di invaso disponibile, e il rialzamento dell’imbocco del tombino autostradale, che fungerà da regolatore delle portate in uscita, rallentando il deflusso dell’acqua verso l’abitato durante le piogge più intense.
Particolare attenzione è stata riservata all’inserimento ambientale: le sponde saranno rinverdite con tecniche naturalistiche, il fondo sistemato con materiale ciottoloso e alcune opere in cemento esistenti verranno rimosse. L’area interessata è già stata profondamente modificata dai precedenti lavori autostradali e non coinvolge zone boscate.
Un’opera poco visibile ma strategica, pensata per proteggere l’Antella nei momenti di emergenza meteo e per rispondere a una criticità storica del territorio.

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