
“Là dove c’era l’erba ora c’è, una città” (Il ragazzo della via Gluk – 1966).
Il futuro del Pian di Ripoli, tra parchi e nuovi insediamenti, e l’ampliamento del verde pubblico sono al centro della seconda parte dell’intervista al sindaco Francesco Pignotti (ieri la prima parte – vedi articolo). La prossima puntata sarà dedicata a mobilità e viabilità.
Sindaco, quanto manca all’inaugurazione del parco di Sorgane?
“E’ completato con tanto di illuminazione, lo apriremo al pubblico a breve. E’ un parco molto grande con possibilità di passeggiate. Nessun albero abbattuto ma è stato pulito il sottobosco. Piantati nuovi alberi con una parte di giardino riservata a essenze aromatiche che hanno anche una funzione curativa ad esempio per l’autismo e alcune disabilità”.
Chi si occuperà di gestire questo nuovo polmone verde di Bagno a Ripoli?
“Nel momento in cui l’apriremo, procederemo con l’assegnazione della gestione delle due strutture interne al parco. Per il punto ristoro abbiamo deciso di fare un bando pluriennale, come per i chioschi di Antella e Grassina. Richiederà da parte del gestore un po’ di lavori perché va chiuso, ora c’è solo la copertura, va sistemato e per questo sarà un bando più lungo. L’altro, una sorta di piazza coperta, abbiamo deciso, in accordo con le associazioni del territorio che si occupano di ambiente, di destinarlo alla loro attività: sia per ritrovarsi, sia, ad esempio, per portare le scuole”.

E il parcheggio annunciato?
“Nel momento in cui si apre il parco saranno in corso i lavori del parcheggio da 50 posti in via DE Gasperi (vedi articolo) che è utile per gli utenti e soprattutto per i residenti dalla parte di Sorgane. Abbiamo stanziato 200mila euro per i lavori. Sul Pian di Ripoli, però, è previsto anche un secondo parco”.
Una novità?
“Sì, abbiamo deciso di utilizzare una parte delle risorse del Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale, strumento di finanziamento dell’Unione Europea ndr) per realizzare un nuovo parco durante il mio mandato: si chiamerà Parco del Pian di Ripoli”.
Però sul pian di Ripoli oltre al parco c’è di più…
“Attendo con impazienza che gli operatori privati ci presentino la richiesta di permesso a costruire. Sono quasi pronti e realizzeranno, innanzitutto, opere di compensazione, quindi verde, parcheggi, ciclabili di collegamento con via Roma, pedociclabili interne. Ci saranno abitazioni, uffici, esercizi commerciali. Davanti al capolinea della tramvia in via Granacci, nascerà un edificio bar-ristorazione e sopra uffici direzionali. Credo che la tramvia debba arrivare in un contesto urbano adatto”.


Non teme di svuotare di importanza il centro commerciale di Bagno a Ripoli?
“Avvieremo un percorso di partecipazione con Confeserventi, come ho già annunciato. Dobbiamo fare in modo che ci siano i collegamenti, sia fisici, che di strategie, per dare due centralità al capoluogo senza perdere quella di via Roma”.
Davvero c’è necessità di nuove abitazioni?
“Sappiamo che il nostro comune, lo dimostrano i dati dell’anno scorso, in controtendenza rispetto agli anni passati, è cresciuto. C’è bisogno di abitazioni ben collegate a Firenze anche per attrarre i giovani. Però stiamo lavorando a limare un po’ le edificazioni, quindi ci sarà una riduzione di volumi rispetto a quanto indicato dal Piano operativo”.
E’ previsto anche un edificio con funzioni pubbliche: avete deciso a cosa lo destinerete?
“Al momento è previsto un polo culturale e museale di iniziativa pubblica. Costerà milioni di euro. Al momento non ci sono le risorse. È una previsione urbanistica da definire successivamente. Ci vedrei un bel teatro con una parte dedicata a esposizioni di varia natura. Si tratta di una previsione, non è nelle priorità dell’Amministrazione finanziarlo. Se troveremo un mecenate o un bando potremo realizzarlo al momento”.
Nelle previsioni urbanistiche c’è anche il raddoppio dei Giardini della Resistenza a Antella, di cui si parla da tempo…
“E’ noto che il raddoppio di quel giardini costituisce un’opera di compensazione delle nuove 18 abitazioni previste nella zona di via Carnia. Si tratta di un piano di iniziativa pubblica, quindi il Comune deve decidere se mettere a bando la realizzazione di un edificio con 18 appartamenti e, come oneri di urbanizzazione, far realizzare prima il raddoppio dei giardini dell’Antella e la vasca di laminazione per proteggere dagli allagamenti via Brigate Partigiane. Confesso a cuore aperto che è un tema su cui ancora non ho deciso. Da una parte non vedo l’ora di raddoppiare i giardini dell’Antella e di realizzare la vasca di laminazione; dall’altra, si tratta comunque di dare avvio a una nuova costruzione, per cui occorre una riflessione profonda”.
A proposito di verde pubblico: cosa è stato deciso per il tetto della galleria autostradale dell’Antella?
“Non faremo realizzare niente ad Autostrade. Firmeremo una convenzione in cui viene ceduto al Comune il tetto della galleria con un contributo di Autostrade per sistemarlo a nostro piacimento. C’è già un accordo di massima per 2,3 milioni di euro. Penso che l’area sarà a prato e olivi, forse con un piccolo parcheggio. Non faremo una distesa di pannelli fotovoltaici che sarebbe oggettivamente brutta vista dalla collina di Belmonte. Potremo valutare se utilizzarne per questo una piccola parte”.
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