
L’annuncio del finanziamento per realizzare la ciclopista dell’Arno, fatto oggi dalla sindaca metropolitana Sara Funaro (vedi articolo), ha suscitato commenti positivi, ma anche riportato alla luce vecchie ruggini.
Tra Francesco Casini, consigliere metropolitano di Territori al Centro – Casa riformista (all’opposizione), consigliere regionale (in maggioranza), oltre che ex sindaco di Bagno a Ripoli, e Alessandra Innocenti, consigliera metropolitana delegata al Pums (Piano urbano mobilità sostenibile) volano gli schiaffi (verbali, ovviamente).
Ecco come Casini ha commentato la notizia, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa evocando, senza citarlo, l’ex sindaco dario Nardella: “È un progetto bellissimo, fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Bagno a Ripoli e avviato nel 2020, con la sottoscrizione dell’accordo con la Regione Toscana e con gli altri Comuni territorialmente coinvolti. Il Comune di Bagno a Ripoli investì risorse proprie per arrivare al progetto definitivo, mentre la Città Metropolitana di Firenze aveva previsto il finanziamento della progettazione esecutiva e un cofinanziamento per la realizzazione. Successivamente, però, l’intervento venne inspiegabilmente rimosso dal Dup (Documento unico programmazione) della Città Metropolitana a ridosso delle elezioni del 2024, nella precedente fase amministrativa metropolitana, creando uno stallo che ha rischiato di compromettere anni di lavoro. Per questo nel 2025 ho ripresentato una mozione, poi accolta dal Consiglio metropolitano, con cui si chiedeva un impegno forte per reinserire l’opera nella programmazione e individuare nuovamente le risorse necessarie”.
Una ricostruzione sulle tappe che hanno portato al finanziamento della ciclopista che non è piaciuta per niente alla consigliera Innocenti, che così replica: “Dispiace che il consigliere Casini utilizzi quanto ottenuto dalla Città Metropolitana con la sindaca Sara Funaro, per cambiare completamente la ricostruzione della storia della sua nascita. Voglio ricordare che il Comune da Casini governato non riuscì, per tempi ristretti, a consolidare il progetto e quindi perse il finanziamento (originariamente previsto con fondo Pon Metro) mentre con la Città Metropolitana e la sindaca, in accordo col Comune di Bagno a Ripoli, abbiamo ripreso in mano l’opera e grazie all’aiuto del nuovo sindaco Pignotti, che ha lavorato insieme a noi, e al consigliere Boni per la parte di Pontassieve, abbiamo potuto riattivarla”.
Controreplica di Casini: “Mi dispiace che la consigliera Innocenti, che non sedeva in Città Metropolitana quando il progetto della ciclopista dell’Arno è nato e ha mosso i primi passi, riporti una ricostruzione che non corrisponde ai fatti. Chi c’era allora sa bene come sono andate le cose. Il Comune di Bagno a Ripoli ha creduto fin dall’inizio in quest’opera, investendo risorse proprie per arrivare al progetto definitivo e lavorando con i propri tecnici con grande impegno e professionalità. Un lavoro serio, approfondito, portato avanti superando ostacoli complessi e con l’obiettivo di consegnare alla Città Metropolitana un progetto solido e pronto per essere realizzato. Io quel lavoro, mio e della mia giunta, lo rivendico con orgoglio, perché significa difendere la competenza e la dedizione dei tecnici comunali che hanno dedicato tempo ed energie a un’infrastruttura strategica per tutto il territorio. È un dato oggettivo che, ad un certo punto, l’intervento sia stato rimosso dal Documento Unico di Programmazione della Città Metropolitana. I fondi erano stati previsti e successivamente tolti. Questa scelta ha nome e un cognome: chi l’ha compiuta lo sa bene”. Nome e cognome che Casini lascia nel vago ma che coincide con Dario Nardella.

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