Una figura di donna emerge da una struttura massiccia che ne avvolge il corpo: simbolo della lotta contro le catene, spesso invisibili, di pregiudizi e abusi. Attorno a lei tre maestosi Arcangeli che rappresentano difesa, cura e consapevolezza, la forza necessaria per spezzare lacci e costrizioni.
È un grido contro la violenza e un inno alla rinascita “Donne in Cammino”, l’esposizione dell’artista toscano Alberto Inglesi inaugurata in piazza della Vittoria a Bagno a Ripoli in occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo. La mostra, voluta dal Comune, resterà visibile al pubblico per un mese, fino al 7 aprile.
Al centro dell’installazione spicca la scultura “Talassa”, che catalizza lo sguardo dello spettatore. La divinità primordiale del mare abbandona la veste mitologica per diventare testimonianza e denuncia contro ogni forma di violenza di genere. La figura femminile emerge dal peso sociale e dal senso di “proprietà” che storicamente ha cercato di limitare la libertà delle donne: non resta immobile, ma si solleva, simbolo di chi trova la forza di reagire all’abuso e reclamare il proprio spazio. Realizzata in alluminio e bronzo, la materia diventa metafora di cicatrici trasformate in armatura, mentre lo sguardo rivolto all’orizzonte afferma un’identità libera e indomabile.
Attorno a Talassa si stringono i tre Arcangeli, o Arcangele sato che hanno tratti tipicamente femminili, testimoni e difensori di questo percorso di rinascita. Michele rappresenta la lotta contro ogni forma di violenza e sopraffazione, Gabriele la voce che rompe il silenzio e rende possibile la denuncia, mentre Raffaele simboleggia la cura delle ferite invisibili e il cammino di ricostruzione dopo il trauma.
Le opere di Inglesi sono state svelate alla presenza dell’artista, dell’assessora alla Cultura della Regione Toscana Cristina Manetti, del sindaco Francesco Pignotti e dell’assessora comunale alla Cultura Paola Nocentini. A seguire si è svolto un reading dedicato alle donne a cura dell’attrice Caterina Fornaciai.
«È una mostra di carne e spirito – ha spiegato Inglesi – un tributo a chi ha lottato, a chi è caduta e a chi continua a rialzarsi. Un invito a guardare oltre la forma, per scorgere nel bronzo il riflesso di una resistenza che non accetta più di essere sottomessa. Una mia opera a Bagno a Ripoli? Qui mi sento a casa perché ci vive la mia compagna (Marta Gori ndr) e ho grande stima di questa giunta. Con il sindaco cè un discorso aperto…».
Per l’assessora regionale Cristina Manetti l’arte «ha la capacità di parlare a tutti e di far riflettere profondamente su ciò che accade nella società». Portare queste opere in uno spazio pubblico significa trasformare una piazza in un luogo di consapevolezza e impegno civile contro la violenza di genere.
«Con “Donne in Cammino” – ha aggiunto l’assessora comunale Paola Nocentini – piazza della Vittoria racconta un percorso di conquiste, diritti e libertà, un cammino fatto di resilienza, trasformazione e consapevolezza».
Il sindaco Francesco Pignotti ha infine sottolineato come le sculture «non siano solo bronzo e metallo, ma un monito e un gesto pubblico di responsabilità. Attraverso l’arte vogliamo riaffermare l’impegno della comunità contro la violenza sulle donne e per una società fondata su rispetto, parità e dignità».
Presenti all’inaugurazione della mostra anche il consigliere regionale Francesco Casini e lo scultore Piero Gensini: “Le opere di Inglesi sono molto interessanti”, ha commentato.
Alberto Inglesi, nato a Grosseto nel 1952 e cresciuto a Siena, è uno scultore italiano profondamente legato alla tradizione artigiana senese. Formatosi fin da giovane nella bottega del padre, rinomato ebanista, sviluppa una forte sensibilità per la materia e per la lavorazione manuale. Approfondisce le sue competenze frequentando artigiani e studiando anatomia, elemento centrale nella sua produzione artistica.
La sua scultura unisce tradizione classica e linguaggi del Novecento, con temi spesso ispirati alla mitologia e alla figura umana. Capace di lavorare legno, bronzo e marmo, Inglesi si distingue per uno stile severo e potente, in dialogo costante tra passato e contemporaneità. Fra le sue numerose opere, la scultura realizzata per Milano nel 2009 in occasione del 40° anniversario della “Strage di Piazza Fontana”.























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