
“Non siamo contro la Taric ma vogliamo più chiarezza, più trasparenza, più partecipazione”: è questa la sfida che lancia il neonato comitato “Taric sì, ma non così” che ieri sera si è presentato davanti ad una sessantina di cittadini riuniti alla Casa del popolo di Grassina. Inoltre è stato rivolto un appello agli utenti affinché segnalino problemi, disfunzioni, anomalie del servizio raccolta rifiuti, allo scopo di monitorare la situazione nel territorio di Bagno a Ripoli.
A tenere a battesimo il comitato e ad illustrarne gli scopi Letizia Sommazzi, Marco Cardone e Umberto Alberti. Hanno partecipato alla riunione anche esponenti dei comitati “No Taric” di Campi e “Liberamente” di Signa.
E’ stato messo subito in chiaro che il comitato sposa la “filosofia” della Taric – paga di più chi inquina di più -, sostiene la validità del metodo di raccolta “porta a porta” (da “rendere più flessibile”) e non ha alcuna nostalgia per la Tari. Anche se la mail diffusa per le comunicazioni notaricrifiuti@gmail.com tradisce un retropensiero un po’diverso.

“Non vogliamo fare polemica, ma chiarezza – ha spiegato Letizia Sommazzi -. Prima di protestare bisogna comprendere, studiare regolamento e delibere ed è quello che abbiamo fatto”.
Sotto accusa sia Alia che l’Amministrazione comunale. Alla società che si occupa dei rifiuti viene contestata una partenza della Taric senza essere pronta; al Comune di essersi deresponsabilizzato nei confronti degli utenti e di non promuovere iniziative per diminuire complessivamente la produzione dei rifiuti. A entrambi di aver elaborato (Alia) e approvato (Comune) un regolamento che il magistrato Beniamino Deidda ha definito “di piglio impositivo e giuridicamente singolare”.
Da Marco Cardone, che ha acquisito una notevole esperienza nel settore dei servizi pubblici a Empoli, è arrivata un’indicazione strategica: “Tornare a gestioni in house dei servizi pubblici in modo che la responsabilità torni in capo ai sindaci”.

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