“Se siamo qui è perché qualcuno ha pensato fosse legittimo etichettare, ‘schedare’ le nostre scuole: ‘anti-democratica’, ‘politicamente orientate a sinistra’, ‘anti-americana’, ‘anti-sionista’. E tra queste etichette, ce n’è una che mi ha lasciato senza parole: ‘antifascista’. Quando l’ho letto non ci credevo. L’antifascismo trattato come un disvalore. Qualcosa da bollare come negativo. Eppure l’antifascismo è il fondamento della nostra Repubblica. È scritto nella nostra Costituzione, la stessa Costituzione su cui ogni ogni consigliere eletto deve giurare. Una Costituzione democratica e antifascista”: queste le parole del sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti, oggi pomeriggio in piazza della Pace dove si sono riunite centinaia di persone.
E’ stata la risposta della comunità, in particolare quella scolastica, alla proposta (poi ritirata) dei consiglieri di FdI di marchiare gli istituti ripolesi con una sorta di schedatura politica.
“Questa piazza ci dimostra nel modo più bello che noi non ci arrenderemo all’idea che si possa catalogare il pensiero, marchiare chi educa, schedare chi la pensa diversamente – ha aggiunto Pignotti -. E allora lo diciamo forte da questa piazza: Giù le mani dalla scuola libera”.
Sulla stessa linea gli interventi della dirigente scolastica del Caponnetto, Maria Luisa Rainaldi: “Noi non indottriniamo, non indirizziamo gli alunni. Diamo loro gli strumenti per farsi un’opinione. Si fa politica con la ‘p’ maiuscola perché nelle nostre scuole si dibatte e ci si confronta”. La partecipazione, un valore sottolineato dalla professoressa Silvia Zuffanelli, vicepreside della Redi. “Le tre etichette per la nostra scuola – hanno aggiunto il preside del Gobetti Volta, Simone Cavari, e la professoressa Carlotta Gradi, anche a nome del Comprensivo Mattei – sono ‘libera, laica, plurale’. Una scuola che insegna a pensare, non a cosa pensare, e che non ha paura di domande e confronto”. Lo studente del Gobetti Volta, Andrea Bianchi, spalleggiato da un gruppo di compagni, ha letto un documento dove si ribadisce la fiducia nella scuola libera e si conferma l’impegno a lottare affinché “i nostri diritti non vengano violati”.
Presenti alla manifestazione gli assessori ripolesi Paola Nocentini, Paolo Frezzi, Francesco Conti, Sandra Baragli, Corso Petruzzi, il presidente del Consiglio comunale Leonardo Bongi e molti consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, i sindaci Sara Di Maio (Barberino di Mugello), Carlo Boni (Pontassieve), Riccardo Lazzerini (Impruneta), l’assessora Laura Sparavigna (Firenze), Adele Bartolini, assessora di Reggello e presidente conferenza educativa di zona, i consiglieri regionali Andrea Vannucci, Simona Querci e Francesco Casini che ha presentato una mozione al Consiglio regionale della Toscana per ribadire il principio che “la scuola pubblica non si etichetta, non si delegittima e non si trasforma in terreno di scontro ideologico”.
“La migliore risposta alla vergognosa mozione di Fratelli d’Italia è arrivata dalla società civile, dalle tante cittadine e cittadini che hanno voluto essere in piazza per ribadire che la scuola di Bagno a Ripoli è libera e che le uniche etichette che porta con orgoglio sono quelle dei valori democratici e antifascisti”, ha commentato Andrea Bencini, segretario comunale del Pd di Bagno a Ripoli. Un documento di solidarietà con docenti e alunni delle scuole ripolesi è arrivato dall’associazione ripolese “Il Teatro dell’Inutile”.
La manifestazione si è svolta serenamente e in modo ordinato grazi alla presenza discreta ma vigile di Carabinieri e Polizia Locale.
















Contrordine… camerati: FdI ritira la mozione dello scandalo