
C’è un “ingrediente” segreto dietro la buona stagione dell’Antella99, attualmente quarta nel Girone B del campionato di Eccellenza. Un “ingrediente” che ha nome e cognome: Asia Zuffi. Nell’organigramma la giovane psicologa figura come vicepresidente, ma la sua funzione è quella di lavorare sulle teste dei giocatori in collaborazione con lo staff tecnico, che si occupa di preparazione atletica e tattica.
Dottoressa Zuffi, come si è avvicinata allo sport?
“Ho iniziato a fare sollevamento pesi a 13 anni. Fino ad arrivare a competere in gare nazionali della Fipe. E’ mio padre, che era nell’ambiente delle palestre, ad avermi coinvolto. Ho sempre fatto tanto sport: oltre ai pesi, pallavolo, nuoto, crossfit. Sono una sportiva a 360 gradi”.
Il calcio quando entra nella sua vita?
“Da ragazzina, ma grazie alla mamma tifosa di calcio. Lei tifa Siena, perché è originaria di lì. Quando ci siamo trasferiti a Ferrara mi portava spesso allo stadio. Così mi sono appassionata al calcio e ho iniziato a tifare per la Spal, seguendo la crescita dalla Serie D fino alla A. Un periodo esaltante. Ho frequentato il mondo del calcio prima come tifosa, poi professionalmente come psicologa. Mi paice lavorare con i giocatori su motivazioni e ansie”.
Come è arrivata all’Antella99?
“Mi sono trasferita a Firenze tre anni fa per la laurea magistrale in psicologia clinica. Poi ho sviluppato la mia professione attraverso dei master. Lo scorso dicembre sono stata contattata, attraverso amicizie comuni, dal patron della società Gregory Fancelli e dal presidente Claudio Goretti per lavorare all’Antella99. Mi hanno chiesto di curare gli aspetti psicologici legati al benessere mentale dei singoli giocatori e a quello generale della squadra. Lavoro sull’equilibrio, sulla fiducia, sulla serenità: aspetti molto importanti all’interno di una squadra. Coinvolgo giocatori, allenatore, tutto lo staff. Cerco di creare un ambiente dove si può parlare liberamente di quali possono essere limiti, problemi, difficoltà”.
Lavora sui singoli o sul gruppo?
“Un mix. Lavori di gruppo concordati con l’allenatore e, eventualmente, anche sul piano individuale. Sono sempre pronta ad affrontare cali di prestazione o motivazione”.
Ha visto risultati da quando è arrivata?
“Sì, assolutamente. Vedo più serenità nei singoli e nello staff, più coesione fra i ragazzi. Persone che arrivano col sorriso e vanno via col sorriso, è molto importante”.
Prima non succedeva?
“Non c’ero, non posso dirlo. Ma da quando sono arrivata i sorrisi sono aumentati (e sfodera un bel sorriso anche lei… ndr)”.

Giovane e donna in un ambiente maschile: come è stata accolta?
“Molto bene. Nessuno contrariato o pronto a svilire la mia figura. Hanno tutti apprezzato la presentazione del lavoro che avrei voluto fare e che ora sto facendo. Non ho trovato pregiudizi e col tempo ho costruito la mia figura e il mio valore all’interno della squadra. Il professionista si vede dalla qualità del lavoro che fa”.
Aiuta a preparare le partite?
“Non sul piano tattico, ma motivazionale. Io e l’allenatore, Marco Brachi, parliamo tanto. Seguo quasi tutti gli allenamenti. Osservo molto, è alla base del mio lavoro. Se notiamo qualcosa, calo o agitazione, decidiamo insieme come intervenire. Anche con discorsi motivazionali di gruppo. Marco ha avuto già esperienze con mental coach in passato”.
Come vicepresidente interviene anche sulle scelte della società?
“Se ci sono situazioni da affrontare, sì. Ma è capitato di rado, per adesso le cose vanno abbastanza bene”.
C’è l’obiettivo di tornare a giocare all’Antella?
“E’ tutto racchiuso in una frase: l’Antella appartiene al paese, il paese appartiene all’Antella. Il progetto di vedere più tifosi alle partite e riavvicinarli alla nostra casa c’è, anche se dipende da tanti fattori. Siamo consapevoli della storicità della squadra, che è sempre stata punto di riferimento per il paese anche a livello sociale e sportivo. Spero che il mio contributo possa favorire più unità possibile anche al di fuori della squadra”.

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