
La Valle di Rimezzano candidata a diventare un “Luogo del Belsentire”. L’iniziativa è stata presentata ieri pomeriggio alla Casa del Popolo di Osteria Nuova dall’Associazione Valle di Rimezzano, nata per proteggere e valorizzare questo angolo di territorio che molti definiscono “incantato”.
Ospite dell’incontro Francesco Michi, esperto di paesaggio sonoro, che ha illustrato il progetto nazionale “Luoghi del Belsentire”, promosso dall’associazione Artéco in collaborazione con il Politecnico di Milano. Un percorso iniziato prima del Covid con l’obiettivo di mappare in tutta Italia i luoghi “da ascoltare”, non solo da vedere.
Ma cosa significa essere un “Luogo del Belsentire”? Si tratta di aree caratterizzate dalla presenza di situazioni acustiche particolari, naturali o antropiche, che offrono “narrazioni sonore” e un’esperienza uditiva capace di trasformarsi in scoperta, benessere e cultura dell’ascolto. “Non basta guardare un bel panorama: occorre saperlo ascoltare”, ha spiegato Michi.

Il progetto prevede che siano le comunità locali a segnalare i luoghi ritenuti meritevoli. Una volta valutate le caratteristiche acustiche e la disponibilità di un’associazione o di un soggetto a prendersene cura, il sito può entrare nella rete nazionale e ricevere una targa identificativa. Un riconoscimento che non è solo simbolico, ma impegna alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio sonoro. Attualmente i luoghi del belsentire in Italia sono 17, in Toscana c’è soltanto la fonte al Romito nel comune di Vernio (www.luoghidelbelsentire.it).

La Valle di Rimezzano, che si estende tra Ponte a Ema e Osteria Nuova, con i suoi rumori naturali e umani, si candida così a diventare uno spazio di “decompressione sonora”: un luogo dove si abbandona il brusio continuo della città per ritrovare suoni più lenti, più leggeri, più autentici. Il fruscio delle foglie, il canto degli uccelli, i passi sul sentiero, ma anche le tracce sonore della presenza umana che si integrano nel contesto senza sovrastarlo.

Gli obiettivi del progetto guardano al turismo sostenibile e all’esperienza sensoriale del territorio, ma anche all’educazione all’ascolto come forma di conoscenza e di rispetto reciproco. Perché imparare ad ascoltare – è stato sottolineato durante l’incontro – significa anche recuperare attenzione, consapevolezza e senso di cittadinanza.
L’auspicio espresso dall’associazione è che Rimezzano possa presto entrare ufficialmente nella mappa nazionale dei “Luoghi del Belsentire”. Un riconoscimento che valorizzerebbe ulteriormente la valle, invitando cittadini e visitatori non solo a guardarla, ma ad ascoltarla davvero. E a difenderla da qualsiasi progetto la possa snaturare.

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