
Correva l’anno 2015 e la giovanissima antellese Vittoria Lottini pubblicava il suo primo libro: una biografia di Elisabetta di Baviera, più nota come la principessa Sissi. A dieci anni di distanza, nelle scorse settimane, è uscita la seconda edizione di “Sissi, racconto di un’imperatrice moderna” (Panesi Edizioni).
“Benché abbia continuato (e continui) a scrivere, non mi aspettavo una seconda ristampa – commenta Vittoria -. La figura incuriosisce ancora lettori di ogni età e in effetti ho riscontrato sempre un sincero apprezzamento da parte di tutti”.
C’è qualche modifica nella nuova edizione?
“Rispetto all’edizione precedente, uscita nel 2015 quando avevo appena compiuto diciannove anni, sono cambiate innanzitutto le dediche: stavolta ho scelto i miei alunni, a cui ho insegnato le discipline umanistiche dalla prima alla quarta primaria. Sono stati la mia prima grande esperienza di insegnamento, è stato difficile lasciare l’incarico. Sognavo di fare la maestra da quando ero bambina e, nonostante abbia coltivato esperienze anche in altri ambiti (teatro e musical ad esempio), non ho mai rinunciato a questo sogno. Credo fermamente nel valore della scuola e fare l’insegnante è ciò che mi rende felice. Adesso lavoro in una scuola statale in seguito alla vincita del concorso e mi sono trasferita a Trieste, una città meravigliosa”.
Altre novità?
“In aggiunta a quella presente, ho inserito anche una nuova introduzione. Una riflessione in verità, in cui esprimo riconoscenza all’imperatrice per aver segnato la mia vita e il percorso di scrittrice. Nella fase promozionale e durante gli incontri continuo ad affermare quanto, al di là della mia storia personale, la vicenda di Elisabetta rispecchi le domande di senso del nostro tempo: il culto della bellezza, l’idea di democrazia, il viaggio come segno di fuga o di affermazione, i rapporti familiari e di circostanza, il cibo e l’esercizio fisico, sono solo alcuni dei temi centrali su cui mi confronto”.
Dopo Sissi ha scritto altro?
“Voglio ricordare il saggio ‘Malati di Bellezza. Storia di un amore mancato da Dorian Gray all’anoressia-bulimia’ nel 2019, arrivato quarto ad un concorso letterario internazionale e con cui ho ricevuto l’attestato ‘menzione speciale autore’”.
Ha continuato anche con il canto?
“Professionalmente, ho cantato fino a settembre 2024. Poi, per via soprattutto degli impegni personali, ho dovuto (e voluto) sospendere, almeno per il momento”.
Come mai è emigrata a Trieste?
“Mi sono sposata lo scorso giungo nella chiesa di San Martino a Strada e sono partita a fine mese. Mio marito viene da Trieste e l’ho conosciuto proprio grazie a Sissi. Un incontro del destino. Mi trovavo in provincia per chiudere la prima edizione del volume e ho incontrato Andrea tramite una collaborazione. Toscana e Friuli Venezia Giulia erano unite dalla stessa famiglia in fondo, gli Asburgo-Lorena. Mi sono subito sentita a casa”.

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