
Le ruspe in movimento vicino all’area della Fonte della Fata Morgana, hanno provocato una nuova polemica con un duro botta e risposta tra le associazioni Italia Nostra e Arca e l’Amministrazione comunale.
In un documento diffuso oggi, le due associazioni denunciano lavori avviati a poca distanza dal monumento, definito uno dei “luoghi del cuore” del territorio ripolese. Secondo Italia Nostra e Arca, gli interventi in corso riguarderebbero opere preliminari alla realizzazione di una strada e di una serra, in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e culturali. “I cittadini, stupiti e indignati – scrivo le due associazioni -, si domandano come mai le autorità di tutela, Comune e Soprintendenza in primis, non solo non intervengono per difendere il patrimonio storico locale, ma addiruttura – a quanto pare – ne autorizzano la distruzione”.

Italia Nostra e Arca si chiedono come sia possibile che opere di questo tipo vengano realizzate “in presenza di ben due vincoli ministeriali” e invitano Comune e Soprintendenza a verificare sul posto la compatibilità dei lavori con le norme di tutela del patrimonio storico e paesaggistico.
Ma, nei giorni scorsi, Comune e Soprintendenza hanno già fatto le dovute verifiche. Infatti alla denuncia è arrivata, immediata, la replica del Comune, che respinge con decisione le accuse e difende la regolarità dell’intervento.

Secondo l’Amministrazione, i lavori contestati riguardano un’impresa agricola – la Nonno Bruno sas con sede a Vallina – che realizzerà un’oliveta con circa 500 nuove piante. Un progetto che, sottolinea il Comune, è stato regolarmente autorizzato: sono state rilasciate l’autorizzazione paesaggistica, il nulla osta della Soprintendenza ai sensi del Codice dei beni culturali e tutti gli altri permessi necessari. A fare i lavori, iniziati nel novembre scorso, è l’impresa Travelli. Il progetto è dell’architetto Elia Marconcini. L’autorizzazione paesaggistica è dell’agosto scorso, la Scia di settembre.

L’intervento, aggiunge il Comune, comporterà anche la rimozione della serra attualmente presente nell’area sottostante la Fonte della Fata Morgana, con un miglioramento visivo della zona.
Nel comunicato l’Amministrazione attacca duramente le associazioni, accusandole di opporsi di fatto anche alle attività agricole. “Italia Nostra e Arca adesso sono contrarie persino all’agricoltura”, afferma il Comune, sostenendo che la loro posizione rischia di favorire l’abbandono delle colline e il degrado del territorio, con possibili conseguenze anche sul piano della sicurezza idrogeologica e della prevenzione degli incendi.

L’Amministrazione respinge inoltre come «inaccettabili» le critiche rivolte al recente intervento di risanamento idraulico realizzato a Grassina, nella zona di Bubè, insieme all’Autorità Idrica Toscana, definito «imbarazzante» nel documento delle associazioni. “Di imbarazzante qui c’è solo l’abbaglio preso stavolta da Italia Nostra e Arca”, chiosa il sindaco Pignotti.

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Siamo alle solite: “l’abbandono delle colline e il degrado del territorio”.
Con questo è morte certa per il paesaggio e per il territorio, unici nella zona, di valore storico e artistico.
Saccheggio del territorio a fini privati, senza soluzione di continuità, almeno lo chiamassero col suo nome!
Italia Loro. Quella dei comitati per difendere un pezzo di collina da una percolosissima oliveta.