“Il Cantico delle Creature è un manifesto dell’ecologia ante litteram, San Francesco scrive la ricetta della vita. Direi un protocollo di laboratorio. Concetti che lui aveva chiari 800 anni fa… Siamo noi che non li abbiamo chiari”: parole di Stefano Mancuso, professore, botanico e neuroscienziato, direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale di Firenze, che ieri alla Biblioteca di Ponte a Niccheri ha presentato il suo ultimo libro: “Il cantico della terra”. Una rivisitazione del testo scritto dal Santo di Assisi, poco prima di morire, in chiave contemporanea.
Biblioteca strapiena di estimatori di Mancuso, saggista di successo e, da poco, anche conduttore televisivo (La pelle del mondo, su Rai3). Il professore ha tenuto alta l’attenzione dei tanti intervenuti per un’ora e mezzo facendo continui collegamenti tra ciò che scriveva San Francesco (fratello Sole, sorella Luna e così via) e la scottante attualità.

Come è nato l’interesse per il Cantico di San Francesco? “Alle elementari andavo da delle suore fricchettone che recitavano il Cantico delle creature più dell’Ave Maria”, ha spiegato Mancuso, suscitando l’ilarità generale.
Passando dal passato al presente il professore è stato molto critico con le politiche energetiche in Italia. “In Spagna, paese simile al nostro, sono stati fatti forti investimenti sulle energie rinnovabili. Oggi il 70% dell’energia arriva dal Sole. Questo dimostra che le alternative ai combustibili fossili esistono e costano meno”.
A fare gli onori di casa al professor Mancuso, neo cittadino ripolese, ha preso casa nella zona alta di Grassina, è stato il sindaco Francesco Pignotti che gli ha donato il libro di foto di Bagno a Ripoli scattate da Andrea Rontini.
Conclusione con il consueto firma copie che ha impegnato a lungo il neurobiologo-scrittore.












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